Nigeriano terrorista, Salvini lo espelle ma toga rossa lo fa restare in Italia

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E’ stato condannato, ma i giudici hanno applicato la sospensione condizionale della pena e escluso l’aggravante del terrorismo. Su cosa si basa dunque il decreto del ministero dell’Interno che ritiene U.D., nigeriano di 23 anni, una minaccia per la sicurezza dello Stato? E’ una delle richieste che la Corte Europea dei diritti dell’uomo formula al Governo italiano nel caso del giovane straniero che viveva a Bologna, per cui la Cedu ha sospeso l’espulsione e che il giudice di pace di Bari ha rimesso in libertà. “Vicenda vergognosa” per Matteo Salvini: “Avevo firmato la sua espulsione dall’Italia, visto che gli investigatori lo ritenevano un pericoloso esponente dell’ala anarco-insurrezionalista di Bologna”. Ma il giovane “condannato per detenzione di materiale idoneo alla fabbricazione di esplosivi”, è “ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo e la sua espulsione è slittata. Poi il giudice di pace non ha convalidato il fermo nel Cpr e ora questo potenziale terrorista è tornato libero”.

Anarchico, con materiale esplosivo e istruzioni per fabbricare una bomba, è libero di piazzarne altre in Italia grazie all’ennesima toga rossa, buonista e inqualificabile senza rischiare il carcere (perché i terroristi li liberano, chi li manda affanculo lo arrestano) che lo ha rimesso in libertà rendendo vano il decreto di espulsione.

U.D. un nigeriano di 25 anni era stato arrestato nelle scorse settimane: pericoloso esponente dell’ala anarco-insurrezionalista di Bologna.

Condannato per detenzione di materiale idoneo alla fabbricazione di esplosivi con tanto di manuale di istruzioni, il 12 luglio il Viminale aveva emesso un decreto di espulsione.

Il nigeriano ha però fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, facendo così slittare il suo rimpatrio. Poi il giudice di pace non ha convalidato il fermo nel Cpr. “Ora questo potenziale terrorista è tornato libero”, denuncia Matteo Salvini, “Ovviamente non mollo e monitoriamo la situazione, ma la vicenda è vergognosa. Uno schiaffo agli italiani perbene, alle Forze dell’Ordine e agli inquirenti. Riforma della Giustizia subito”.

La gestione dell’immigrazione clandestina va tolta alla giustizia ordinaria e posta sotto quella militare. Trovate voi il modo. Non possiamo mettere la nostra sicurezza in mano a toghe da strapazzo.

E poi: perché se uno fa ricorso ad una corte sovranazionale come il CEDU, verso cui l’Italia non ha alcun obbligo di rispettare le sentenze, l’espulsione deve essere rimandata?

E’ tempo di uscire dal Consiglio d’Europa che è, come tutti gli organi sovranazionali, una violazione della sovranità nazionale e del processo democratico.

Cosa dovrebbe fare un ministro dell’Interno? Mettere il clandestino sul primo aereo violando quanto deciso dalla magistratura. E poi si vede. Tanto ha l’immunità parlamentare. E’ tempo di sfidare questi coccola-terroristi a muso duro.




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