Rackete si arrende a Salvini: “Niente più missioni nel Mediterraneo”

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Terminato il lungo interrogatorio della capitonza Rackete. Accolta fuori dal tribunale dai giornalisti come una star, nella totale assenza di sostenitori.

Solo poche dichiarazioni: “Sono stata molto contenta di avere avuto l’opportunità di spiegare tutti i dettagli del salvataggio del 12 giugno. Spero che la Commissione europea dopo l’elezione del nuovo Parlamento faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni e che tutti i Paesi accettino le persone salvate dalle flotte di navi civili”.

“Cosa pensa del leader della Lega?” chiede un cronista posizionato poco oltre l’improvvisata sala stampa sotto il colonnato dell’edificio del tribunale. La risposta comprende una sola parola: “Niente”. Di fatto, questa è l’unica espressione in italiano rilasciata da Carola Rackete.

La capitana della Sea Watch 3 ribadisce invece in inglese ed in tedesco quanto detto dal suo legale Alessandro Gamberini ai giornalisti, ossia che si è agito “per necessità”, che “l’unico porto era quello di Lampedusa” e che “rifarebbe tutto quanto”.

L’avvocato della ragazza tedesca inoltre, afferma che Carola Rackete al momento non fa più parte dell’equipaggio della Sea Watch 3 e che non sono previste altre sue missioni nel Mediterraneo. È proprio il legale a chiarire ogni aspetto della mattinata vissuta all’interno del tribunale:

“L’unico porto era quello di Lampedusa – afferma poi mentendo il legale della capitonza Rackete, visto che c’era, almeno, la Tunisia – Sono stati allertati i libici perché si trattava di salvare le vite umane, ma non erano presenti. Inoltre Malta non ha accettato l’ingresso del mezzo della Sea Watch, la nave poteva andare solo a Lampedusa”.

Non erano presenti? I clandestini sono stati praticamente ‘rubati’ alla Guardia costiera libica arrivata pochi minuti dopo.

Poi l’avvocato Gamberini, che è un politicante più che un avvocato, attacca il ministro Matteo Salvini: “La sua è istigazione all’odio – dichiara il legalonzo – Che il clima di odio ci sia e che venga alimentato da dichiarazioni irresponsabili, aggressive e false come ha fatto il ministro Salvini sui social è pacifico”. Questo perché, sempre secondo il legale, “Se uno le fa al bar, si dice che è un irresponsabile, ma se le fa un uomo che ha una responsabilità istituzionale, capite bene che il peso specifico che ha questa dichiarazione è ben altro”. Tuttavia lo stesso avvocato non parla di denuncia o comunque non a breve: “Vedremo”, si limita a dire Alessandro Gamberini.

Non avete ancora visto nulla, Gamberini. Quello che voi chiamate ‘odio’ sta tracimando, e vi travolgerà.




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