«Pensavo di aver urtato lo specchietto»: invece erano 4 ragazzi italiani

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«Andavo a 80 all’ora e pensavo di aver urtato lo specchietto» L’amico in auto con lui non ha visto nulla: invece erano 4 ragazzi italiani.

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E’ residente a Musile l’immigrato che ha ammazzato quattro ragazzi italiani di 22 anni. Romeno, 27 anni, Marius Alin Marinca vive nel paese delle famiglie di quattro dei cinque giovani che si trovavano nell’auto. Rintracciato e fermato con l’accusa di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso, si trova agli arresti domiciliari.

Abita da un paio d’anni in centro del paese, assieme ad una compagna. Fa l’elettricista e risulta incensurato. Nel suo profilo Instagram, le foto raccontano di una passione per le auto, in particolare per quella Golf con cui sabato notte ha colpito la Fiesta dei ragazzi poi finiti nel fossato.

Sono tra noi. Vivono tra noi. Ma non sono come noi. E ci stanno sterminando.

Sarà interrogato domani. L’udienza di convalida del fermo del giovane elettricista, che si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Musile, dove risieda con la compagna, si svolgerà di fronte al gip Venezia, Massimo Vicinanza, al quale spetterà il compito di applicare la misura cautelare in attesa del processo.

«Andavo a 80 all’ora e pensavo di aver urtato lo specchietto», dice.

Ma è smentito dalla testimone.

Sono la ragazza che ha segnalato la Golf guidata dall’assassino (presunto ndr.), l’altra sera intorno all’una di notte a Jesolo, pochi minuti prima dell’incidente. Vorrei tanto dire il mio nome, ma per la privacy almeno fino al processo (se ci sarà) preferisco rimanere anonima.

La prima chiamata l’ho effettuata all’una e 12 di domenica notte. Segnalavo questa Golf (indicando la targa) che guidava come un folle davanti alla macchina guidata dal mio ragazzo. Prima di chiamare gli dissi: «Questa macchina farà un incidente».

Così decidemmo di chiamare. Il resto non lo racconto, la scena di quando siamo arrivati sul posto dell’incidente la risparmio e non auguro a nessuno di vedere dei ragazzi della tua età estratti morti dalla macchina. Sì, perché ho 22 anni anche io, vivo a Treviso e stavo tornando dopo una cena con il mio ragazzo. Per 6 minuti siamo vivi.

Ma altri 4 ragazzi italiani sono morti. Perché importiamo feccia.




2 pensieri su “«Pensavo di aver urtato lo specchietto»: invece erano 4 ragazzi italiani”

  1. nel 1963 , mio padre allora era un insegnante di scuola Guida , e una sua allieva per errore aveva investito una donna che camminava per strada , l’allieva per errore invece di premere il freno ha premuto la frizione e l’intervento del istruttore è stato ininfluente , e mi padre ,l’istruttore di scuola guida si è fatto 16 mesi di carcere. Oggi se uccidi per alcol o droga investendo , ti premiano , ti mandano dal psicologo , Ma che Italia del cazzo è questa ? per fortuna che non siamo Italiani ma invasi da Militari Italiani, e che a breve li manderemo in Italia , se quella è Italia !

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