Interprete smentisce BuzzFeed: “A Mosca Savoini voleva vendere olio”

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Sempre più priva di senso la ricostruzione di Buzzfeed, il giornale noto per avere fabbricato un falso dossier contro Trump in cui si raccontava la bizzarra storia di prostitute che orinavano su The Donald. Roba da giornaletto scandalistico.

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L’avvocato Gianluca Meranda ha inviato una lettera al quotidiano La Repubblica, in cui precisa quello che salta all’orecchio a chiunque abbia ascoltato l’audio rubato: nell’incontro si parlava di “compravendite internazionali di prodotti petroliferi”, e che “nonostante gli sforzi delle parti”, la trattativa non si perfezionò. “Apprendo quindi con stupore dagli organi di stampa – protesta l’avvocato – che questo incontro avrebbe indotto una Procura della Repubblica ad avviare un’inchiesta per reati come corruzione internazionale o finanziamento illecito ai partiti. Confesso apertamente di non votare da più di 10 anni. Non mi sono mai occupato di finanziamenti ai partiti. Non ho mai avuto incarichi e non ho intenzione di cominciare proprio adesso”.

Qualcuno pensa davvero che per finanziare Salvini, Putin userebbe le società petrolifere di Stato russe, Rosneft o Lukoil, che venderebbero il greggio sotto costo all’Eni (amministratore delegato De Scalzi, nominato dal Governo Renzi) che invece lo comprerebbe invece a prezzo pieno, passando la differenza alla Lega?

Ci sono metodi molto meno cervellotici. E, sicuramente, Putin non manderebbe i suoi emissari a discuterne in un hotel di Mosca. Era una trappola che non è scattata ed è stata girata di terza mano al giornale di gossip BuzzFeed.

C’è poi la testimonianza della Isipova, traduttrice per Salvini in occasione delle due conferenze del segretario leghista al Parlamento russo e all’agenzia di stampa russa Tass. “La mia foto con Salvini, Savoini e Claudio D’Amico (membro della staff del vicepremier, ndr)? Fu scattata a Mosca dopo la conferenza di Salvini alla Duma. Io avevo fatto da interprete, mi aveva coinvolto Savoini. Non fu l’unica volta. Ad ottobre avevo fatto già da interprete, sempre chiamata da Savoini, per una conferenza di Salvini alla Tass”. Secondo Isipova Salvini e Savoini “senza dubbio si conoscevano”, visto che “parlavano in modo cordiale”, ma di qui a immaginare chissà quale direttiva per Savoini nella riunione al Metropol, per la traduttrice ce ne passa.

“Io so che Savoini non parla russo e sa sì e no due parole d’inglese. Di sicuro con la sua associazione Lombardia-Russia voleva realizzare scambi commerciali, culturali, insomma fare qualche soldino, a parte gli ideali filorussi. Mi ricordo che voleva portare a Mosca dei produttori d’olio d’oliva: altro che petrolio, lui voleva vendere l’olio ma dopo tante chiacchiere non riuscì nemmeno in quello”. Per Isipova – fondatrice dell’associazione giovani italo-russi e candidata di Fdi a Roma nel 2016 – i presunti fondi per la Lega sarebbero “fango contro Salvini. Certa sinistra in Italia, penso al Pd, mal digerisce che lui le abbia tolto il potere”.

Quindi, semmai, il tentativo di aggirare le indecorose sanzioni.




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