Carola Rackete chiede il sequestro dei social di Salvini: “Propaganda odio”

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La trafficante tedesca di clandestini, che ha speronato la motovedetta della Guardia di Finanza, ha chiesto alla Procura di chiudere le pagine Facebook e Twitter di Salvini perché, dice la sua organizzazione di scafisti umanitari, sono “mezzi di propagazione dell’odio”.

Al di là di questa bislacca richiesta, stile Stasi, l’obiettivo di chi controlla Rackete è silenziare chiunque si opponga all’immigrazione di massa. Per questo la democrazia liberale è ormai obsoleta: non garantisce i diritti della maggioranza rispetto ai pruriti di una piccola cabala di ricchi oligarchi che vuole condizionare il processo democratico.

E l’obiettivo principale degli oligarchi sono i social, che hanno liberato l’informazione dalle loro mani.

La denuncia sarà depositata domani alla procura di Roma. L’avvocato Gamberini sta ancora aspettando la firma in originale della capitana, elemento necessario per depositare le quattordici pagine della ridicola querela in cui vengono elencate quelle che, a suo dire, sono le offese del ministro dell’Interno. Ne ha contate ventidue, andandole a pescare dai tweet, dalle dirette su Facebook e dalle interviste rilasciate alle televisioni. “Salvini – si legge nel documento che Repubblica ha pubblicato in esclusiva – mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati”.

Tutte cose condivise dall’80 per cento degli italiani. Quelli che non consumano abitualmente droga. E hanno il cervello intatto. Rackete al gabbio.




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