Nomadi non pagano, comune populista chiude l’acqua al campo

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Il comune di Asti raziona l’acqua al campo nomadi cittadino. E già scrivere “campo nomadi cittadino” ci imbarazza.

La giunta guidata da Lega e FdI ha annunciato il razionamento dell’acqua dal momento che i sinti accampati all’interno non vogliono pagare le bollette.

Le morosità accumulate negli anni hanno sfondato il tetto delle 600mila euro.

“Oggi abbiamo provveduto al razionamento dell’acqua al campo sinti di via Guerra. Con un passivo di circa 634 mila euro di bollette non pagate, siamo i primi che fanno qualcosa di concreto per risolvere l’emorragia di soldi. La stessa misura sarà presa anche per gli altri. Si passerà da circa 36 mila metri cubi di acqua all’anno a poco più 2 mila metri cubi, con un risparmio (viste le nuove tariffe in vigore) di circa 100 mila euro all’anno”. Lo rende noto sui social il vice sindaco della città, Marcello Coppo (Fratelli d’Italia).

“La procedura è molto semplice: l’elettrovalvola che è stata montata permette un’erogazione dell’acqua a fasce orarie e in più, nel caso venisse manomessa, interrompe completamente il flusso d’acqua. Stiamo provvedendo all’inserimento dei dati”, spiega Coppo. E conclude: “È un altro grande passo verso il nostro grande obiettivo, vale a dire la chiusura di questi campi nomadi”.




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