Immigrato pentito: “Credevo qui fosse un paradiso, non dovevo emigrare”

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Francis Kashamba credeva che in Europa l’attendesse il bengodi, per questo ha pagato migliaia di dollari per farsi traghettare qui, abbandonando il suo lavoro ben retribuito in Uganda.

Ora fa il venditore ambulante, e guadagna pochi euro al giorno. Ne guadagnava di più a casa sua.

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“Mi sento un bambino, non posso fare nulla, non posso decidere il mio futuro”, raccontava in un’intervista il clandestino africano, 32 anni, deluso dall’investimento sbagliato.

Viveva con altri 30 immigrati in una scuola abbandonata nel centro di Barcellona.

“Mi sento tradito”, diceva.”Mi era stato detto che l’Europa era un paradiso. Ma la vita reale in Spagna, da quello che ho visto in questi sette mesi, non è affatto buona “.

L’uomo ha lasciato moglie, due figli e un piccolo business di estrazione dell’oro in Uganda, sperando di guadagnare abbastanza denaro per ingrandire la sua attività. Insomma: ha fatto un investimento. Sbagliato.

In Spagna, che ha il secondo più alto tasso di disoccupazione nella zona euro, trovare lavoro decente è stato quasi impossibile per un immigrato.

Per due mesi ha lavorato in un laboratorio di falegnameria dove ha lavorato per 14 ore al giorno in cambio di un letto e uno stipendio giornaliero di 10 euro.

Poi ha cercato di trovare lavoro come bracciante, aspettando ogni giorno con dozzine di clandestini nello stesso posto in cui le persone offrivano loro piccoli lavori di costruzione o di carico e scarico, di solito mal retribuiti.

Inutile dire che la presenza di questa massa di individui pronti a tutto causa due problemi: abbassa i salari e genera criminalità. Perché sono incazzati. Pronti a prendersela con i più deboli.

Un pericoloso esercito di riserva vanga rintanato nelle periferie d’Europa. Traghettato dalle Ong.




Un pensiero su “Immigrato pentito: “Credevo qui fosse un paradiso, non dovevo emigrare””

  1. Si, chi non depezza è vittima a sua volta, colpevole di tante miserie è chi li fa venire, ossia i soliti giornalisti e intellettuali agli ordini di coloro i quai, a loro tempo, graziarono il ladrone Barabba.

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