SeaWatch, Gip di Agrigento sperona l’Italia e apre porti a Ong

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La decisione sul caso SeaWatch presa dal Gip di Agrigento, tal Alessandra Vella, è una scelta che non ha nulla di giudiziario. E tutto di politico. Ancora una volta, abbiamo una toga che travalica i propri compiti e si arroga il diritto di decidere in base alla propria ideologia.

Se è così, e noi riteniamo sia così, è eversione.

Cadono i reati di resistenza e violenza
a nave da guerra, ritenuto giustificato
da una “scriminante” legata all’avere
agito “all’adempimento di un dovere”,
quello di salvare vite umane in mare.

Viene meno la misura degli arresti do-
miciliari deciso dalla procura che ave-
va chiesto la convalida e il divieto di
dimora nell’Agrigentino.Per il Gip, una
scelta obbligata entrare a Lampedusa:
porti in Libia e Tunisia non sicuri.

In queste parole del Gip c’è il tentativo, eversivo, di riaprire i porti ai trafficanti di clandestini ‘umanitari’. Perché da oggi, tutte le ong e gli scafisti si rifaranno a questa delirante decisioni. E’ un attentato alla sicurezza nazionale e alla sovranità popolare.

Perché la sinistra, travolta elettoralmente, politicamente e culturalmente nel Paese, vuole compiere l’ennesimo golpe giudiziario e governare attraverso le toghe rosse. Come è ormai evidente dal voto del 4 marzo.

Non riconoscono la democrazia, perché non governeranno mai attraverso la democrazia. Non l’hanno mai fatto: sempre attraverso giochi di palazzo, mercato delle vacche e toghe rosse.

E allora vogliono governare a colpi di sentenze e decisioni di giudici che attentano alla sicurezza nazionale.

Quello di ieri sera è un vero e proprio attacco contro la sicurezza dei cittadini e la sovranità popolare. Vogliono aprire i porti per imporre ai cittadini l’integrazione forzata di milioni di afroislamici.

Siamo in guerra. Da una parte Salvini e la grande maggioranza degli italiani. Dall’altra una cricca di globalisti, mafiosi e criminali.

Le guerre si combattono.




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