Rivolta Gdf contro la toga: “Rischiamo per la Patria e questa la scarcera”

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“Il mondo va al contrario…”. A parlare, in una intervista all’Adnkronos, è uno dei finanzieri che presta servizio nel gruppo navale della Guardia di Finanza a Lampedusa. Vittime dell’attacco ‘umanitario’ di Rackete e soci. Avallato dai parlamentari Pd.

“Chi viola la legge diventa un’eroina e chi ha difeso la patria tra un po’ passa per delinquente”, accusa il militare.

“Questo provvedimento è davvero ingiusto ma soprattutto contiene molte inesattezze”.

Il finanziere ha letto e riletto più volte le carte della scarcerazione della comandante della Sea Watch e non si capacità. Come non si capacita chiunque abbia più di un neurone in testa.

Pur avendo violato il divieto di attracco al porto di Lampedusa impostole dalla Guardia di Finanza, secondo la ricostruzione del gip Vella, la Rackete non avrebbe commesso alcuna violenza nei confronti di una nave da guerra né avrebbe opposto resistenza ad un pubblico ufficiale, perché, dice la gippona, la motovedetta non è nave da guerra.

“Lo sanno pure i bambini che l’imbarcazione della Guardia di Finanza è una nave da guerra perché issa il vessillo e ha i colori della Marina militare come nave da guerra…”, replica il finanziere.

Tutti i loro equipaggi appartengono al Cem, cioè appartengono al Corpo militare marittimi. Eppure il gip di Agrigento ha rigettato tutte le accuse nei confronti della camandante non convalidando l’arresto e non disponendo nei suoi confronti alcuna misura cautelare.

“Secondo qualcuno dovevamo essere noi a essere puniti”, racconta, facendo seguito da alcuni deliri del PD. “È una assurdità. Noi abbiamo eseguito solo ordini legittimi e invece passiamo per chi commette un reato. Non ci sono più regole certe”.

Al militare sembra di trovarsi a teatro con le comparse. “Ma non so chi è il burattinaio…”, dice. “Il collega ha eseguito ordini e gli è andata bene perché poteva rischiare la vita. Per il resto andiamo avanti ma non ci sono più le condizioni per lavorare bene, in serenità”. “Quando mi alzo la mattina e leggo queste cose divento matto”.

Infine si chiede: “Il popolo con chi sta? Noi non abbiamo fatto abusi. Non ci sto a passare per delinquente. Proprio no”.

Con chi sita il popolo è chiaro. Presto se ne accorgeranno tutti. Stamani se ne è accorto il gip, che ha dovuto cancellare il suo profilo facebook per l’ondata di insulti.




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