Haftar bombarda centro immigrati a Tripoli: è attacco all’Italia ordinato da Macron?

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Ieri sera le forze del generale Haftar, praticamente immobili da settimane, hanno condotto un bombardamento contro un centro di detenzione per immigrati clandestini a sud di Tripoli. Facendo decine di morti.

Non vi sfuggirà la strana tempistica di quest’azione che non ha altro senso, se non mettere in difficoltà l’Italia. O comunque mettendo in crisi l’appoggio italiano a Tripoli che è totalmente dipendente dalla tenuta del blocco navale italo-libico.

Non stupirebbe scoprire dietro la solita mano morta di Macron. Un attacco per mostrare che Tripoli non è porto sicuro, nonostante Tripoli sia un porto sicuro:

Comunque: questi clandestini sono responsabili di quello che accade loro: non sono libici che muoiono sotto le bombe, sono immigrati che pagano migliaia di dollari per andare a prendere un barcone.

Per Alessandro Morelli, deputato leghista, quanto successo a Tripoli “dimostra” che dietro serpeggia una “scelta” ideologica chiara. Si stanno insomma “mettendo in mezzo” al dibattito politico “persino” gli immigrati “in guerra”. Perché le “bombe non cadono a caso” e se “qualcuno” ha deciso di colpire “un luogo dove ci sono delle persone, evidentemente qua c’è un indirizzo, una strategia”. Quale? Quella “carne umana”, ha detto Morelli a Omnibus su La7, viene usata appositamente per una “strategia della tensione”, dove i centri di dentenzione entrano in una logica di “battaglia” politica. Quella per determinare se la Libia è davvero un porto sicuro oppure no.




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