Salvini fa giustizia nonostante le toghe rosse: capitana Rakete espulsa

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A nemmeno un’ora dalla decisione del gip di Agrigento di non convalidare l’arresto di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch è stata espulsa dall’Italia.

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A dare la notizia il prefetto del capoluogo siciliano: “Confermo che ho firmato il provvedimento di espulsione”, ha detto Dario Caputo, “Vedremo cosa accade adesso perché è previsto un ulteriore interrogatorio ma nulla impedisce la firma del decreto di espulsione”. Il provvedimento dovrà ora essere convalidato dall’autorità giudiziaria.

“Rispediamo subito in Germania la ricca fuorilegge”, aveva attaccato Matteo Salvini pochi istanti dopo la sentenza del gip:

Salvini ha assicurato che ci sarà “l’accompagnamento coatto della signorina su un aereo che la riporti in Germania”. “Così eventuali altri danni li farà nel suo Paese”, ha detto, “Il posto di quella signorina questa sera sarebbe stata la galera, un giudice ha deciso che non sia così. Ma questa giustizia la cambiamo per quegli uomini e quelle donne con la toga che non fanno politica, ma fanno giustizia”.

Rivolto al giudice Alessandra Vella che non ha convalidato l’arresto, Salvini accusa: “Si candidi signor giudice e cambi le leggi, ma intanto le applichi e lo faccia senza interpretarle a vantaggio di chissà chi. Andrò a letto un po’ arrabbiato e indignato, ma permettetemi lo sfogo, lo faccio a nome dei militari italiani che ogni giorno rischiano la vita e meritano rispetto, non sentenze vergognose che liberano i delinquenti”.

Ma il giudice Alessandra Vella è lei:

SeaWatch, Gip pro-Ong di Agrigento indagata per reati di falso e abuso




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