Capitana Sea Watch 3 è già pentita, chiede scusa a GdF

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“Vi chiedo scusa”. E’ quanto ha detto la capitana della Sea Watch Carola Rackete ai finanzieri dopo il suo arresto.

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La criminale che è finita ai domiciliari, è arrivata nella caserma della guardia di finanza di Lampedusa verso le 3 e c’è rimasta fino alle 9, reclusa nell’ufficio del comandante.

Gli investigatori le hanno notificato gli atti che la riguardavano ed è stato in quel momento che la Rackete si è rivolta ai militari chiedendo scusa e ammettendo di aver commesso un errore.

‘Scusate se ho tentato di schiacciarvi ed uccidervi, non lo faccio più’: al gabbio.

La Rackete è stata arrestata e adesso prova a correggere il tiro scusandosi con le fiamme gialle: “Vi chiedo scusa, ma non era assolutamente nelle mie intenzioni venirvi addosso”, ha detto la ragazza, come apprende l’Adnkronos, al suo arrivo nella caserma della Finanza di Lampedusa dove è stata portata dopo l’arresto in flagranza di reato. “La mia intenzione era quella di completare la mia missione, non certo di speronarvi”.

E ha spiegato di avere agito così perché ha seguito “l’addestramento che ha avuto per le manovre per entrare in porto” con quella nave da 600 tonnellate. E proprio queste tonnellate hanno rischiato di colpire in pieno la motovedetta delle Fiamme Gialle. Proprio la Guardia di Finanza all’Adnkronos ha parlato dei rischi dovuti a quella manovra spericolata nel cuore dlela notte. “Potevamo morire”. Lunedì la capitana della nave umanitaria sarà interrogata dal Gip ad Agrigento. Il comandante della Sea Watch in questo momento si trova agli arresti domiciliari. La Procura infine ha convalidato la richiesta di sequestro della nave avanzata dalla Guardia di Finanza.




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