SeaWatch, Casarini: “Pagheremo noi multa Sea Watch”

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Luca Casarini, capo dell’Ong Mediterranea Saving Humans e in contatto con la criminalità organizzata secondo la questura di Palermo, difende la nave Sea Watch 3 dopo la decisione di violare i confini italiani.

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“Diamo il massimo sostegno a Carola Rackete, il comandante della Sea Watch che ha deciso di approdare a Lampedusa in quanto responsabile delle persone salvate. Stiamo già raccogliendo i soldi per pagare l’eventuale multa. Vale più una vita umana”, ha dichiarato. Tanto non paga lui, pagano i correntisti di Banca Etica.

“I naufraghi devono approdare nel porto sicuro più vicino: è evidente che quello di Tripoli non lo è. Il porto più vicino rispetto a dove sono stati salvati i migranti in acque internazionali secondo le convenzioni è Lampedusa”.

“La Convenzione di Amburgo prevede il soccorso per chi è in difficoltà e questo finisce quando i naufraghi vengono assicurati a un luogo dove vengono rispettati i diritti umani, dove viene fornita assistenza e cura. Andare da un’altra parte avrebbe voluto dire violare questo trattato. Inoltre, secondo l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra, non si possono respingere i migranti di guerra. Le convenzioni internazionali hanno valore di rango costituzionale: c’è una gerarchia di leggi da rispettare. Siamo in un mondo alla rovescia dove chi salva vite viene accreditato come il colpevole“.

Casarini vive in un mondo tutto suo, dove i nigeriani che si imbarcano pagando sui barconi, fuggono dalla guerra che non esiste in Libia. E’ chiaro che siamo in presenza di dissociati mentali che non riconoscono la realtà o non riescono a comprenderla attraverso le lenti dell’ideologia.




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