Sea Watch minaccia ancora ingresso in acque italiane, è terrorismo

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L’Ong Sea Watch reagisce alla bocciatura della Corte Europea (CEDU), riprendendo le minacce del proprio capitano:

La capitana di Sea Watch 3, la tedesca Carola Rackete, aveva minacciato: “Entro nelle acque italiane e li porto in salvo a Lampedusa. Sto aspettando cosa dirà la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Poi non avrò altra scelta che sbarcarli lì”. All’eventuale decisione della CEDU, tanto, Salvini non darà seguito.

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Portarli in Olanda? “Bisognerebbe circumnavigare l’Europa. Oltretutto l’Olanda non collabora”,dice:”Siamo circondati dall’indifferenza dei governi”, ma la vita delle persone viene prima di qualsiasi gioco politico e incriminazione”.

C’è Tripoli, dove è iniziata la stagione estiva:

Sea Watch, subito dopo avere sottratto il carico alla guardia costiera libica, chiese un porto sicuro alla Libia, contando sul fatto che non l’avrebbe ricevuto:

Invece l’ha ricevuto: Tripoli.

A quel punto, la Sea Watch ha fatto marcia indietro rifiutandosi di sbarcare i clandestini nella capitale libica:

Con la scusa che Tripoli, dicono loro, non sarebbe un porto sicuro. Speravano che dicessero di no.

Ma a Tripoli non c’è la guerra. Ci sono scontri tra clan in una zona desertica a sud della capitale libica. Il resto della Libia è tranquillo.

E questo è il centro di detenzione per i clandestini nei pressi di Tripoli, dove andrebbero a finire quelli della Sea Watch:

C’è anche l’Onu.

Intanto a Tripoli. E’ assalto alle spiagge. Di villeggianti.

Questi sono dei veri e propri delinquenti. Trafficanti senza alcuna remora. E l’Olanda fa finta di nulla.




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