Sea Watch minaccia sbarco a Lampedusa: a quest’ora era a Rotterdam

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I trafficanti umanitari di Sea Watch si lamentano per la crociera forzata intorno a Lampedusa:

E’ come se un pazzo continuasse da giorni a girare intorno a casa tua con l’auto, con l’assurda pretesa di entrare nel tuo garage. Lamentandosi del proprio continuo girare.

Vicescafisti: nessuno vi obbliga a molestare l’isola di Lampedusa e le nostre acque territoriali. Fate rotta su Tripoli. Porto indicato dalle autorità deputate. Oppure, se proprio non amate la movida libica:

Potete sempre optare per il porto tunisino di Zarsis. Che era il secondo porto sicuro più vicino al punto del vostro rendez-vous col barcone:

Sapete fin troppo bene che il problema non sono questi 42 clandestini, che comunque nessuno ha invitato a pagare migliaia di dollari per venire a spacciare o chissà cos’altro. Il problema è che voi non la finireste più, sarebbe solo l’inizio. E nel giro di poche settimane saremmo punto e a capo fino al record di sbarchi del Pd con centinaia di migliaia di clandestini.

Intanto cresce la tensione: “E’ sempre più difficile mantenere la situazione sostenibile a bordo, non sappiano per quanto ancora possiamo continuare”, ha detto giorni fa la prezzemolina Linardi.

Annunciando che la comandante della nave, tal Carola Rackete, non sa che fare, e lasciando trasparire una vera e propria minaccia: «Esercitare il proprio dritto ad entrare in porto per via della situazione di emergenza a bordo o rispettare l’interdizione disposta dalle autorità italiane? Nel primo caso scatterebbe il decreto sicurezza bis, con la possibilità di sequestro della nave ed una multa fino a 50mila euro per la stessa comandante e la ong, con un altissimo rischio di criminalizzazione».

A quest’ora, con le miglia percorse per ottenere una vittoria politica sull’Italia, sareste arrivati a Rotterdam. Non avete alcun diritto di entrare in acque italiane.




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