Musulmani stanno infiltrando le polizie europee: ora tocca a noi

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In Francia, un rapporto parlamentare denuncia l’infiltrazione dell’islamismo nella polizia e nell’esercito attraverso l’arruolamento di immigrati musulmani di seconda e terza generazione:

Francia: la sharia è ovunque, polizia e scuole in mano a islamici

Diversi poliziotti ‘francesi’ si sono apertamente rifiutati di proteggere le sinagoghe e le chiese o di osservare un minuto di silenzio per commemorare le vittime degli attacchi terroristici islamici.
Stessa infiltrazione che avviene nei Paesi Bassi:

Islamici infiltrati nelle polizia – FOTO

In Germania, oltre tremila musulmani sono presenti tra le fila dell’esercito tedesco:

Islamizzazione: 3mila islamici nell’esercito tedesco

A Berlino, le nuove reclute dell’accademia di Polizia hanno difficoltà a parlare e scrivere il tedesco in modo corretto. Per questo dovranno essere organizzati corsi.

E’ un problema diffuso:

Gang islamiche hanno infiltrato le Polizie europee, troppi cadetti musulmani

Il giornale tedesco Die Welt ha diffuso l’audio di un addestratore in un’accademia di Polizia di Berlino, nel quale il funzionario si lamenta della presenza di reclute figlie di immigrati.

L’uomo denuncia l’indisciplina, l’odio verso la Germania e la violenza. Il funzionario conclude rivelando quella che per noi tutti è una ovvietà: “Questi non sono nostri colleghi, sono il nemico. Il nemico che ci siamo messi in casa“.

E ora anche l’Italia inizia a mettersi il nemico in casa:

Giura Badar, il primo Carabiniere islamico – FOTO

Come abbiamo già scritto, il problema non è il singolo. Il problema è il numero. Ci fermassimo a Badar, potremmo anche vedere il tutto come bizzarria tragicomica. Invece è solo l’inizio. Presto potremmo trovarci carabinieri e poliziotti musulmani armati agli angoli delle strade.

Incaricati di proteggerci da attentati islamici. La cosa vi lascia tranquilli?

In Francia e Belgio si indaga sulla complicità di agenti islamici in diversi casi di terrorismo. Non è un caso che lì ci siano stati attacchi e qui ancora no.

Gli stessi che vorrebbero rimuovere la giornalista col crocifisso dal telegiornale Rai, sono poi eccitati al vedere una donna velata in un’occasione pubblica.

Dobbiamo decidere se è normale avere militari musulmani. Perché qui cade l’unica solidarietà che non dipende da fattori contingenti: quella etnica. I soldati non muoiono in battaglia per una società multietnica, ma sapendo di difendere propri simili. E’ questo che permise a 300 spartani di resistere alla Termpopili contro migliaia di soldati multietnici. Non altro. Non avere giurato ad uno Stato: ma l’identità di sangue.

Roma è caduta quando ha iniziato ad aprire l’esercito ai Barbari. Pensavano che avrebbero combattuto alla morte contro altri Barbari! E oggi c’è chi pensa che un carabiniere islamico, davanti all’alternativa tra uno Stato che non lo rappresenta e il richiamo del sangue sceglierebbe il primo: folli.

Chiudere i porti è cosa buona e giusta. E necessaria. Ma assolutamente insufficiente. Questi arrivano ‘legalmente’ con i ricongiungimenti familiari. E poi diventano ‘italiani’ solo per il fatto di avere vissuto qui qualche anno dopo esserci nati: è assurdo. Come dimostrano Francia e Belgio, questo non li rende italiani, rende solo più complicato mandarli via.

Perché, davanti agli errori mortali degli altri, vogliamo ripercorrere la stessa strada verso il precipizio?

Scegliere un’altra strada, non è razzismo, è legittima difesa.




3 pensieri su “Musulmani stanno infiltrando le polizie europee: ora tocca a noi”

  1. L’Italia è un paese a larga maggioranza cristiana. Tiene ancora questa affermazione?. Ma l’Italia rimane una democrazia fondata su valori cristiani. Questo si, si può ancora affermare e dobbiamo strenuamente difendere. E per farlo occorre porre dei limiti di fedeltà alla patria e conoscere il nemico alla nostra cultura, segnatamente l’islam. Basterebbe mettere un paletto inequivocabile. Chi desidera entrare a far parte di qualsiasi corpo dello stato (fosse anche a livello amministrativo) deve ripudiare la violenza come mezzo di imposizione sul prossimo e sulle donne e deve ritenere i nostri valori civili (segnatamente di origine cristiana) superiori a qualsiasi altro valore che si pone in contrasto ad esse, soprattutto se derivante da ideologie violente che hanno la facciata di una religione. In questo modo non vedremo la foto di una donna velata (azione che offende la mia sensibilità cristiana, e pretendo di essere ascoltato perché facente parte maggioranza italiana cristiana) che appunta la divisa italiana su un propugnatore di idee maomettane. Che offesa all’Arma.

    1. quello che hai detto purtroppo non vale per un musulmano. loro hanno sempre la taqija, la dissimulazione, per cui ti dicono una cosa ma ne pensano un’altra. E lo vediamo in Germania e Francia dove militari musulmani si guardano bene dal denunciare loro confratelli.

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