25mila islamici verso l’Italia, Polizia chiede aiuto: dov’è l’esercito?

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L’ultimo assalto stamani:

100 islamici assaltano confine a Trieste, è emergenza

Ma gli attacchi alla frontiera orientale si stanno moltiplicando. Per questo è allarme tra i – pochi – agenti di frontiera.

“Il centinaio di clandestini rintracciati solo oggi non ci stupiscono affatto” afferma in una nota il SAP – Sindacato Autonomo di Polizia di Trieste, commentando sul numeroso gruppo di migranti fermati questa mattina. Già nei giorni scorsi il Sindacato aveva infatti rilasciato le sue dichiarazioni in merito, dopo la cinquantina di persone fotosegnalate che erano transitate tra Domio e Pesek, mettendo in chiaro la situazione ormai fuori controllo, lungo la linea confinaria. “Servono uomini e nemmeno pochi per contrastare quanto accade! Soprattutto rinforzi per gli specialisti, quali la Polizia di Frontiera e l’Immigrazione” continua il Segretario Provinciale Lorenzo Tamaro che come già sostenuto in più occasioni, sottolinea come “l’emergenza clandestini è ormai diventata quotidiana e i corposi rintracci di migranti irregolari, sono oggi sotto gli occhi di tutti”. Numerose sono infatti le segnalazioni dei residenti nelle zone limitrofe con la Slovenia e non solo, che giungono a tutte le Forze dell’Ordine, una situazione sempre più pressante alla quale, il numero esiguo di operatori non riesce più a far fronte. A nulla sono serviti i numerosi appelli fatti dal Sindacato nel corso di questi anni, le difficoltà e le necessità indispensabili per arginare l’emergenza del nostro territorio, esposto in prima linea. Il SAP ribadisce “Servono uffici adeguati, per smaltire la mole di lavoro in modo dignitoso e sicuro. Si necessita di controlli sanitari per prevenire e curare possibili patologie che queste persone potrebbero aver contratto”.

Arrivi incontrollati, d’altronde come si può tenere tutto sotto osservazione se ci sono solo due pattuglie di polizia per controllare ben 54 chilometri di confine? È un’impresa impossibile. “Non possiamo più aspettare! Il governo deve dare alla rotta balcanica la stessa importanza che da alla rotta del Mediterraneo. Non ci sono confini di serie A e confini di serie B.”, dice Edoardo Alessio del sindacato FSP.

Ma una carovana islamica è in marcia verso l’Italia. Arrivano a folate:

E noi abbiamo la frontiera sguarnita. Anzi: il pakistano che sfonda la frontiera, invece di essere imbarcato sul primo aereo verso Islamabad, basta chieda asilo e diventa ipso facto ‘richiedente asilo’.

Serve l’esercito. Cosa ce li abbiamo a fare, i militari, per vigilare la frontiera tra Libano e Israele invece di quella italiana?

Cosa state aspettando a schierare l’esercito per respingere l’orda islamica verso la Slovenia?

Abbiamo barattato la nostra sicurezza per il vezzo di non dovere mostrare il passaporto quando andiamo in Europa.




3 pensieri su “25mila islamici verso l’Italia, Polizia chiede aiuto: dov’è l’esercito?”

  1. Riportare a casa i militari ora all’estero coinvolti nelle varie missioni di “pace” prima che ci scoppi la guerra civile. Prenderanno uno stipendio normale perché mancherà la voce “trasferta ” in busta paga, ma avranno l’onore di applicare l’articolo 52 della nostra costituzione. Il primo capoverso. Poi occorre ripristinare il servizio di leva e tra le varie materie da impartire durante il periodo di ferma occorre introdurre un po’ di storia sulle malefatte dell’ideologia islamica (ricordiamoci, si traveste da religione per darsi una presunta autorevolezza morale, ma è sufficiente vedere le condizioni storiche in cui è stata concepita per comprendere che con Dio l’islam, non ha proprio nulla a che fare), avere un po’ di cultura sul nemico colonizzatore e capire come gestirlo. Paradossalmente, non possiamo contare per difendere i confini nazionali sul signor Bergoglio, lui si ben difeso dalle guardie svizzere e spesso a spese nostre in termini di costo del servizio di sicurezza (polizia di stato, etc etc) quando viene a fare propaganda in giro per l’Italia. Dunque dobbiamo difendere il diritto di rimanere cristiani e di decidere chi ricevere a casa nostra.

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