“Porti in Libia sono sicuri”, assicurazione svergogna Ong

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“Il parere del Consiglio d’Europa conta meno che zero, per quello che mi riguarda. Al di là della discussione sulla Libia ci sono tanti altri porti sicuri. Noi stiamo collaborando con la Guardia Costiera libica, a cui forniamo uomini e mezzi. In alcune strutture libiche ci sono inviati dell’Onu e delle associazioni umanitarie. Non do altri giudizi, se non ricordare che la stessa Sea Watch aveva chiesto alle stesse autorità libiche un porto di sbarco”.

Così Matteo Salvini ha replicato oggi al delirio del Consiglio d’Europa:

Consiglio Europa: stop Libia, traghettare clandestini in Europa

E’ d’accordo con Salvini compagnia di assicurazione marittima norvegiese Gard, secondo cui in Libia “tutti i porti funzionanti sono da considerarsi sicuri per le navi e i loro equipaggi”.

E le assicurazioni perdono soldi se sbagliano. Se dicono che sono sicuri, è perché sono sicuri.

“L’OIM in Libia è presente, ed è attiva ai punti di sbarco, dove fornisce una prima assistenza ai migranti soccorsi in mare”, scrive sul proprio sito l’agenzia dell’Onu.

E sia chiaro, non sono solo i porti ad essere sicuri.

A Tripoli non c’è la guerra. Ci sono scontri tra clan in una zona desertica a sud della capitale libica. Il resto della Libia è tranquillo.

Inizia la stagione estiva:

E questo è il centro di detenzione per i clandestini nei pressi di Tripoli, dove andrebbero a finire quelli della Sea Watch:

C’è anche l’Onu!

Intanto a Tripoli. E’ assalto alle spiagge. Di villeggianti.

E’ evidente che ci stanno prendendo per il culo. Non tanto perché spaccino libici per profughi, visto che i libici non salgono sui barconi (proprio perché non esiste alcuna guerra in Libia, ma delle scaramucce tra tribù, normali a quelle latitudini), ma perché vogliono obbligarci a prendere africani e bengalesi che usano la Libia come base di transito verso l’Europa, con la bufala che non è sicuro rimandarli indietro.

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Ora, se qualcuno si mette in viaggio dalla Nigeria e dal Bangladesh per andare in Libia e prendere un barcone: sono cazzi suoi, se è ‘pericoloso rimandarli indietro’. Ma, oltretutto, non è nemmeno pericoloso. Tranne il fatto che potrebbero finire colpiti da qualche moto d’acqua.




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