Un secolo? Bastano 5 anni per espellere i 600mila clandestini presenti in Italia

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Ma davvero, occorre 1 secolo per espellere i 500/600 mila clandestini presenti in Italia, come asserito dall’Istat?

Neanche per sogno. Questo è solo quanto ci metteremmo ceteris paribus, ovvero procedendo al pachidermico ritmo odierno.

Bastano cinque anni. E questo non volendo replicare il metodo del premio Nobel per la Pace San Suu Kyi, che in pochi mesi ha cacciato dalla Birmania quasi 1 milione di musulmani portati in loco dai colonizzatori britannici.

Mentre la politica dei porti chiusi ha, di fatto, azzerato gli sbarchi, latitano i rimpatri di massa promessi.

Dicono, i cultori dell’accoglienza, che è impossibile farlo.
Mentono.

In Italia ci sono circa 600mila clandestini. Quanto impiegheremmo a rimpatriarli? Beh, utilizzando gli aerei militari da trasporto non troppo tempo.

L’Italia possiede 22 C-130. L’aereo può trasportare comodamente 100 clandestini a botta, con accompagnatori. In teoria, se ci fosse la volontà, ogni viaggio potrebbe trasferire lontano dall’Italia ben 2.200 clandestini. Con un solo viaggio a settimana, un ritmo nemmeno tanto frenetico, si potrebbero espellere più di 114mila clandestini in solo 1 anno: 560mila nel giro di una sola legislatura.

E questo esclusi gli altri aerei civili che il governo potrebbe noleggiare. Il costo per ora di volo si aggira sui 6/7mila euro compresa la manutenzione. Tenendo conto che mediamente parliamo di 10 ore di volo tra andata e ritorno (ad esempio la Nigeria), il costo totale dell’espulsione ogni anno di 114mila clandestini ci costerebbe solo 80 milioni di euro. Una bazzecola rispetto ai 5 miliardi di euro che spendiamo per tenerli in hotel.

Ovviamente non è così semplice, ci vogliono accordi con i Paesi di provenienza, ma anche questo problema è superabile con un iniziale spostamento dei clandestini in un Paese terzo – metodo israeliano – e, oltretutto, con tutti i fondi che versiamo agli Stati africani – sia direttamente che attraverso le rimesse dei loro immigrati regolari -, potremmo minacciarli di blocco trasferimenti in caso si rifiutino di riprendersi i loro clandestini.

Insomma, per eliminare dal territorio nazionale i vari Oseghale spenderemmo solo 500 milioni di euro in una legislatura. Le coop rimarrebbero a bocca asciutta e i nostri aerei militari servirebbero finalmente a proteggere le frontiere invece di andare a fare guerre inutili al servizio di Washington.

E, magari, un’altra Pamela non sarà fatta a pezzi.




4 pensieri su “Un secolo? Bastano 5 anni per espellere i 600mila clandestini presenti in Italia”

  1. Stavo comunque pensando che in fondo ci sarebbero diversi motivi strategici per convertirci, soprattutto le persone di “destra”. Avremmo tecnicamente libertà di parola sui temi a noi cari e alla fine sappiamo benissimo che l’imam lo farebbe uno di noi e andremmo in moschea solo per l’egira una volta all’anno. Soprattutto considerando che il cattolicesimo attuale ci sta sulle palle. Se queste cose non succedessero mai avremmo ancora Zeus fra le palle.

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