50 sindaci tedeschi chiedono i clandestini della Sea Watch

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La Ue non appoggia la scellerata decisione di Sea Watch di non sbarcare i clandestini a Tripoli, dopo avere chiesto alla Libia un porto. Ma non ha ancora tirato fuori un’alternativa che, ovviamente, non sia Lampedusa.

La Sea Watch è una ong tedesca. La nave batte bandiera olandese. I clandestini li hanno presi in Libia. Il porto sicuro più vicino, anche escludendo Tripoli, era Zarzis, in Tunisia. Che c’entra l’Italia? E’ un evidente attacco preordinato evidentemente ordinato all’ong dai propri finanziatori occulti: che in teoria potrebbe anche essere la mafia nigeriana, per quanto ne sappiamo. Ma anche qualche potenza straniera interessata a mettere sotto pressione il governo italiano.

E questo non è un dettaglio da poco. Infatti in Germania cinquanta sindaci di altrettante città tedesche si sono fatti avanti per offrire accoglienza ai clandestini a bordo della nave. Ma il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer è contrario.

“Tuttavia, non si esclude una soluzione. Il prerequisito è la partecipazione più ampia possibile degli Stati membri dell’Ue e l’assunzione del coordinamento da parte della Commissione europea”, fanno sapere dalla Germania.

Intanto la Sea Watch è ancora ferma davanti a Lampedusa. Fuori dalle nostre acque, come uno stalker. Probabilmente sperano nel maltempo o in una qualche emergenza per costringere l’Italia a permettere lo sbarco.

Fosse per noi faremmo come la Tunisia: sbarchiamo i clandestini e li mettiamo su un volo militare verso la Nigeria e gli altri paesi da cui provengono. La Sea Watch, invece, la affondiamo. Se possibile senza equipaggio.




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