SeaWatch minaccia: “meglio morire che tornare a Tripoli”

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Quale persona sana di mente può credere alle testimonianze di un clandestino come Hermann, imboccato dai trafficanti umanitari di Sea Watch?

Come si vede, a Tripoli è in corso l’emergenza bagnanti, con l’inizio della stagione estiva:

Tripoli non è porto sicuro dice SeaWatch: ma spiagge affollate di bagnanti in vacanza

E poi, Hermann, come i suoi colleghi, in Libia c’è andato da Nigeria o altri Paesi subsahariani, pagando migliaia di dollari, per sfruttare la confusione e imbarcarsi verso l’Italia: non è una vittima, è un criminale.

Quella dei trafficanti umanitari di Sea Watch è mera propaganda basata sul nulla:
Ricordiamo chi hanno a bordo a contare i soldi:

Secondo i trafficanti umanitari di Sea Watch, avremmo carcerieri che uccidono immigrati, ma lasciano ai clandestini i loro smartphone coi quali, casualmente, non hanno ripreso alcuna uccisione. Lasciano agli immigrati che torturano anche i soldi.

Carcerieri che, oltretutto, li mettono all’ingrasso:

Sea Watch, ecco le nigeriane torturate nei ristoranti libici – FOTO

Belli rilassati:

Crociera a bordo della Sea Watch, come se la spassano – FOTO

Questi fuggono dalla noia, altro che guerra, fame e torture che, tra l’altro, si sarebbero andati a cercare pagando migliaia di dollari per andare in Libia dalla Nigeria e dal Bangladesh ad imbarcarsi.

Già abbiamo fatto sbarcare questi energumeni:

Ecco i ‘malati’ sbarcati ieri dalla Sea Watch – VIDEO

Anche troppo.




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