Sbarcano 75 clandestini in Tunisia: rimpatriati immediatamente!

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L’ambasciatore del Bangladesh in Libia, Sekander Ali, salito a bordo della nave sabato scorso, starebbe lavorando per convincere i 64 bengalesi, tra i quali 32 minori non accompagnati, ad accettare l’ipotesi del rimpatrio volontario, come già fatto per nove egiziani, un marocchino e un sudanese. A sostenere che i bengalesi abbiano invece già accettato tale ipotesi è il presidente dell’Osservatorio tunisino per i diritti umani, Mustapha Abdelkebir, che riferisce all’agenzia di stampa tunisina Tap che la visita dell’ambasciatore per la seconda volta nella regione testimonia l’importanza attribuita al problema dei migranti e la volontà di ciascuna delle parti di assumersi le proprie responsabilità e svolgere il proprio ruolo in un’azione congiunta.

“Vogliamo andare in Europa, non vogliamo cibo, non vogliamo stare qui, vogliamo l’Europa”.

E’ quanto urlanvano in un video, pubblicato sulla pagina Facebook dell’ong ‘Forum tunisino per i diritti economici e sociali’ (Ftdes), i 75 clandestini a bordo del rimorchiatore Maridive 601 che li aveva soccorsi al largo della Libia e rimasta più di due settimane alla fonda al largo di Zarzis in attesa dell’autorizzazione ad entrare in porto.

A bordo del rimorchiatore Maridive 601, battente bandiera del Belize, secondo l’Oim c’erano 64 bengalesi, 9 egiziani, un marocchino, un sudanese.

Questi bengalesi hanno rotto le palle, sono come una pestilenza biblica.

Queste sono truppe di invasione. E’ ora di finirla, gli invasori si riportano a casa loro. Come fa la Tunisia. E ora la domanda è: perché noi non facciamo lo stesso quando sbarcano?




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