Londra: “Probabile attacco islamico in Italia”

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“Possibili attentati in Tunisia, Marocco, Turchia, Grecia, Spagna per la stagione estiva. I terroristi probabilmente cercheranno di effettuare attacchi in Italia”.

Così il Foreign travel advice, del Foreign Office britannico.

Sono informazioni di carattere generale, basate su fonti ritenute attendibili, che i governi mettono a disposizione per i propri cittadini che intendono visitare un paese straniero.

Non un allarme specifico quindi, ma la ‘normalità’. E questo è ancora più grave, ci siamo abituati a vivere in un mondo dove i terroristi islamici possono colpire in Italia da un momento all’altro.

Altri esempiodi Foreign travel advice per l’Italia

Canada: “C’è una minaccia terrorismo in Europa. I terroristi hanno già colpito diverse città europee e sono probabili ulteriori attacchi. La minaccia in Europa è continua. L’Italia ha fissato il livello di minaccia del terrorismo a 2 livelli su 3. Aspettatevi una maggiore sicurezza e più forze di polizia ed armate, in particolare negli aeroporti, grandi eventi ed importanti punti di riferimento. Tali misure di sicurezza sono ulteriormente aumentate durante le festività religiose”.

Stati Uniti: “Prestate maggiore cautela in Italia a causa del terrorismo. Gruppi terroristici continuano a pianificare possibili attacchi in Italia. I terroristi possono attaccare con poco o nessun avvertimento prendendo di mira località turistiche, hub di trasporto, mercati, centri commerciali, strutture governative locali, alberghi, club, ristoranti, luoghi di culto, parchi, eventi sportivi e culturali importanti, istituti scolastici, aeroporti ed altre aree pubbliche”.

Accettiamo di vivere un perenne stato di allerta per l’onore di ospitare milioni di musulmani nelle nostre città. Non sarebbe più semplice rimandarli a casa e vivere sereni?

Non abbiamo bisogno di immigrati. La metà non lavora. Della metà che lavora, una metà fa lavori totalmente inutili come venditore ambulante o kebabbaro.

Perché non sostituire i pochi che fanno lavori produttivi con i nipoti degli italiani che vorrebbero tornare in Europa dal Sudamerica e che, invece dell’Italia, finiscono in Spagna?

Intanto: perché Salvini non abroga i ricongiungimenti familiari, coi quali arrivano, ogni anno, oltre 200mila afroislamici?




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