Sea Watch: “trafficanti usano donne incinte per farsi sbarcare”

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Qualcuno deve spiegarci perché, ieri, questi due energumeni sono stati fatti scendere dalla Sea Watch insieme ad altri 8 clandestini:

Malati non ci sembrano. Minori neppure. E non possono neanche essere ‘donne incinte’. Sarebbero stati fatti scendere perché ‘presunti accompagnatori’ delle donne incinte.

Ma pensa. Se sei un piccolo boss della mafia nigeriana, basta accalappiare un paio di nigeriane, che per oltre l’80 per cento sappiamo essere prostitute arruolate dalla mafia nigeriana, metterle incinte durante l’attesa in Libia, per essere sbarcati.

E qui veniamo alla testimonianza:

Non certo una novità. Da anni gli scafisti utilizzano donne più o meno incinte per condizionare l’opinione pubblica.

E guardate, infatti, quale foto pubblicano i trafficanti umanitari di SeaWatch:

L’unico scudo umano a bordo. Che nasconde dietro di se decine di pericolosi spacciatori, stupratori afroislamici (da statistiche sugli sbarchi, ogni barcone ne ha diversi se non tutti) e clandestini.




2 pensieri su “Sea Watch: “trafficanti usano donne incinte per farsi sbarcare””

  1. Le donne incinte sarebbero proprio quelle da evitare assolutamente di raccogliere. Sono solo problemi che poi si moltiplicano. E i bimbi non restano bimbi in eterno. Inoltre sarebbe discriminante nei confronti delle povere persone di colore che rimangono sulla barca. Allora dobbiamo essere inclusivi al massimo e affondarli tutti.

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