Roma, Raggi dà 80 case popolari ai Rom: “Loro sono favoriti”

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Il buono affitto, contributo mensile fino a 800 euro al mese regalato dal Comune di Roma agli zingari per uscire dai campi, non basta.

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Nessun abitante de La Barbuta, l’insediamento dove da quasi un anno e mezzo è in corso il piano per la chiusura firmato M5s e gestito dalla Croce Rossa di Roma, ne ha usufruito. Zero nuclei su circa 80 hanno trovato una casa in locazione sul mercato privato di loro piacimento: non gli bastano 800 euro al mese regalati dai contribuenti.

E allora, il Comune è pronto ad un massiccio spostamento di zingari in case popolari: metodo Casal Bruciato.

Al momento sono già diverse le famiglie che, in un anno, hanno fatto domanda per la casa popolare e che l’hanno ottenuta. Perché il bando, per chi vive nei campi nomadi, scrive nero su bianco la giunta grillina “è particolarmente favorevole”.

E’ scritto in un report redatto dal dipartimento Politiche sociali.

“Quasi 26 punti solo per la presenza nel campo (18 per l’attestazione di presenza al campo e fino a 8 per l’insalubrità) una particolare attenzione ai nuclei con più di tre minorenni (14 punti) e ai disabili (16 punti) determinano posizioni in cima alla graduatoria” si legge.

“Molte famiglie hanno deciso di abbandonare l’ipotesi di affitto privato”. Preferiscono la casa popolare: perché sanno che sarà gratis. Per sempre.

E allora, ecco il piano delle case popolari, per stessa ammissione della dirigente del dipartimento che firma la lettera. Una possibilità che già esisteva prima di avviare il piano di chiusura, diventata ora più accessibile “grazie” alla complicità degli operatori della Croce Rossa, che stanno seguendo da vicino la compilazione delle domande, spesso scartate perché errate nella formulazione. Sono loro a confermarci il quadro delineato dalla dirigente. Grazie Croce Rossa!

“Su 80 nuclei familiari, poco più di 20 stanno aspettando la consegna della casa e risultano assegnatari” spiega Giacomo Iachetta, membro della Croce Rossa che sta seguendo da vicino le operazioni a La Barbuta. Per gli altri 60 si seguirà la stessa strada, anche se il buono affitto, secondo Iachetta, resta comunque una possibilità da non scartare a priori. “Possiamo anche rivolgerci a privati fuori Roma, dove gli immobili costano meno”.




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