Salvini e Di Maio avvertono la Ue: non prendiamo ordini

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“Voglio proprio sperare che l’Unione
europea non pensi a multe, infrazioni,
o ci chieda di aumentare le tasse o di
mandare in pensione la gente a 70 anni
perché la nostra risposta sarà un edu-
cato no”. Lo afferma il vicepremier
Salvini sottolineando il “diritto-dove-
re di tagliare le tasse”. E sulla let-
tera da inviare all’Ue: “Ho piena fidu-
cia nel presidente del Consiglio”.

La creazione di un partito unico del
centrodestra? “Non è all’ordine del
giorno”. E nessun incontro con Berlu-
sconi per fondere i partiti, precisa.

L’idea di fondere la Lega con un partito morto è talmente demenziale che solo i giornalisti potevano partorirla. La Lega diventerà il partito unico della destra per default.

“Sarebbe un errore decidere di andare a
elezioni anticipate in base a quello
che dice l’Europa”. Così il vicepremier
Di Maio che tuttavia sottolinea: “Non
voglio restare al governo a vivacchiare
o a litigare”, servono “cose concrete”.

Poi afferma: “Dobbiamo affrontare que-
sta procedura di infrazione per tutela-
re i conti dell’Italia, ma anche per
abbassare le tasse. Noi saremo respon-
sabili ma non fessi”. “Lealtà nei con-
fronti degli italiani”. E sul lavoro:
entro fine anno “140 mila” posti, anche
grazie a Dl Dignità e sgravi fiscali.




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