Ladri stranieri si sentono protetti dalle toghe, raffica furti a Ivrea

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E’ bastato che la magistratura indagasse la vittima, per farli scatenare. Sentono di avere le toghe rosse dalla loro parte.

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Così, dopo la rapina con morte di Pavone, nella zona di Ivrea i ladri di importazione sembrano essersi scatenati ancora di più. In due notti, sono sei i colpi messi a segno nei negozi e negli appartamenti. Si sentono protetti.

Poi i buonisti si chiedono come mai, lo scorso venerdì, uno di noi ha ucciso uno dei componenti delle bande di immigrati che imperversano in zona.

Lunedì i primi due colpi. A Frassinetto, in borgata Fontana Rossa, a finire nel mirino è stato un appartamento in cui due ladri, un uomo e una donna come hanno riferito alcuni testimoni, sono entrati forzando una porta finestra per poi prelevare oggetti in rame e vino. Bottino più ricco nella sala giochi di frazione Torre a Settimo Vittone dove i ladri, dopo aver disattivato il sistema antifurto, sono riusciti a portar via l’incasso delle slot machines: circa 10mila euro. Nella notte tra lunedì e martedì un’altra ondata di colpi. A Burolo, alle 23, i ladri hanno portato via circa 300 euro dal ristorante cinese di via Friuli. Un altro ristorante, l’Aquila Nera di Ivrea, è stato “visitato” e alleggerito di 800 euro intorno alle 2. Due ore dopo analoga sorte è toccata al bar della stazione di corso Nigra, da dove sono spariti i tabacchi. E poi ancora una scuola guida, nei pressi dell’Aquila Nera, e un ultimo negozio nella zona del mercato.

Se tutti facessero come l’ottimo tabaccaio, il problema dei furti sarebbe risolto. E sarebbe risolto anche se i magistrati indagassero i criminali, non le vittime.




3 pensieri su “Ladri stranieri si sentono protetti dalle toghe, raffica furti a Ivrea”

  1. Non so cosa si aspetta ad instaurare la legge marziale, poi procedere alla cattura di magistrati, prefetti, dirigenti di società di soccorso, e avviare la ridistribuzione dei migranti in l’Africa.
    La difesa si fa con le armi da guerra, non con i decreti.

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