Detenuti nigeriani pestano italiano, esplode la rivolta in carcere: scontri etnici

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Il carcere, costringendo a condividere uno spazio chiuso, è un microcosmo interessante da studiare per capire se la società multietnica può funzionare: non funziona.

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Violenza nel carcere di Rieti, dove è andata in scena una violenta rivolta di detenuti italiani contro i detenuti nigeriani. Una situazione incandescente, che ha avuto un prologo ieri con scontri duri tra detenuti italiani e ristretti nigeriani. I nostri fratelli carcerati hanno più palle di noi.

«La situazione è molto grave», denunciava ieri Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. «Ci arrivano da Rieti segnali allarmanti di una crescente tensione, con i detenuti italiani della Sezione G3 che stanno cercando il contatto fisico con i ristretti africani. La situazione è molto critica. Mi sembra evidente che c’è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell’amministrazione penitenziaria, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere a Rieti tutelando gli agenti di Polizia penitenziaria che vi prestano servizio».

«La situazione è stata davvero pericolosa», denuncia il segretario nazionale del Lazio del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe Maurizio Somma. «Nel pomeriggio si sono fronteggiati due fazioni di detenuti italiani contro nigeriani all’interno della aezione detentiva G3. Un detenuto italiano è ricoverato in ospedale a seguito delle botte che ha preso. Il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha fatto sì di riportare tutto alla calma. Diversi genti sono stati richiamati a casa e si sono precipitati in servizio dimostrando buonsenso e spirito di corpo. Forse, il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti a Rieti è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che si è scatenata una pericolosa rissa che ha coinvolto ancora una volta i poliziotti penitenziari, a cui il Sappe rivolge espressioni di vicinanza e solidarietà».

Il segretario generale del Sappe Donato Capece denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. «E’ sintomaticoche negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere sistematicamente oltre 20mila», spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri. «Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, sollecitiamo il Governo ed il ministro della Giustizia ancora una volta su una specifica criticità penitenziaria».

Il Provveditorato regionale del Lazio-Abruzzo-Molise ha disposto, ai sensi della circolare del Capo del Dap sul trasferimento di detenuti per motivi di sicurezza, 19 trasferimenti ad altri istituti del distretto: 7 nigeriani sono stati già trasferiti nel pomeriggio di oggi e 12 italiani saranno trasferiti domani.

Insomma, l’unico modo di mantenere la pace è dividere le etnie.




3 pensieri su “Detenuti nigeriani pestano italiano, esplode la rivolta in carcere: scontri etnici”

  1. Campi di concentramento in cui rinchiuderli.Torrette con guardie armate autorizzate a sparare in caso di rivolta o fuga.Campi minati attorno al perimetro.Pista di atterraggio interna ben sorvegliata dalla VAAM in attesa di voli verso il loro paese.

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