Cassazione choc: spacciatore non può essere espulso se ha figlio minore

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Nuova delirante sentenza della Cassazione. Se un immigrato figlia in Italia, può rimanere anche se è un delinquente. Ha senso, no?

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Una società sana lo punirebbe due volte: per avere commesso un reato e per avere lasciato segno della sua presenza. Ma non siamo, ancora, una società sana.

Non è automatica l’espulsione di uno straniero condannato in sede penale se ha un figlio minorenne che vive nel nostro Paese. Le sezioni unite civili della Cassazione, con una sentenza depositata oggi, hanno accolto il ricorso di una coppia di albanesi che si erano visti negare l’autorizzazione a restare in Italia, dove vivono i figli minori, perché questa era stata dichiarata incompatibile dalla Corte d’appello de L’Aquila, sezione minorenni, con la “gravità” delle condotte – legate a spaccio di droga – per cui il padre era finito due volte agli arresti.

Nel caso in esame, che dovrà essere rivalutato dalla Corte d’appello de L’Aquila, “è mancato lo svolgimento – osserva quindi la Cassazione – a ridosso di un esame concreto di tutte le componenti del caso, di un giudizio di bilanciamento tra l’interesse statuale alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale e le esigenze dei minori”, poichè la valutazione “negativa” dei giudici abruzzesi, nel procedimento di secondo grado, è stata “incentrata pressoché esclusivamente sulla condotta del padre”.

Delirante: perché i figli devono vivere in Italia? I genitori se li portino in Albania.




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