Barriera alta 3 metri al confine per bloccare la marcia islamica

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Al confine con la Bosnia la polizia croata ha installato recinzioni metalliche alte tre metri per impedire il passaggio all’orda islamica che stazione in Bosnia in attesa di dilagare in Europa occidentale.

Zagabria ha inoltre rafforzato i controlli e aumentato il numero degli agenti ai confini con la Bosnia. L’Ungheria ha invece inviato l’esercito per rinforzare la barriera di confine.

Questo non sarà l’unico “muro”. Il ministro degli interni croato Božinović ha infatti reso noto che è iniziata la costruzione di simili barriere anche ad altri due valichi internazionali (Gejkovac e Pašin Potok). La misura è stata decisa in conformità del Catalogo del trattato di Schengen, il quale stabilisce che i valichi di frontiera esterni dell’Unione Europea devono essere separate da apposite recinzioni.

Ma senti, allora i muri vanno bene.

Dall’inizio di quest’anno sono stati registrati 9.000 sconfinamenti illegali. A causa della crisi dei clandestini, le autorità di Bihac stanno adottando misure straordinarie mentre a Sarajevo è stata convocata una riunione straordinaria della presidenza bosniaca presieduta da Milorad Dodik.

La situazione è al collasso a Bihac e Velika Kladusa, le due città bosniache vicine alla Croazia dove si concentrano i clandestini: «Oramai siamo alla sbando. Non si riesce più a controllare gli arrivi».

Si parla di 50mila clandestini pronti ad arrivare, ma l’unico dato certo è che lo scorso anno sono passati per la rotta balcanica in 25mila.

Nei primi quattro mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018 i clandestini penetrati dalla parte di Trieste sono quasi triplicati: 644, mentre 300 sono stati respinti in Slovenia e 95 arrestati. Ma chissà quanti sono riusciti a non farsi intercettare.

E in Grecia vi sarebbero circa 70 mila clandestini pronti a mettersi in viaggio vero l’Italia e l’Europa occidentale attraverso la Bosnia. Lo ha denunciato il ministro della sicurezza bosniaco Dragan Mektic.

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Secondo il ministro, il flusso giornaliero dalla Turchia verso la Grecia sarebbe di circa 300 clandestini, una situazione allarmante che espone la Bosnia-Erzegovina a seri problemi.

Nei primi due mesi del 2019, nell’area di Bihac e di Sarajevo, le autorità bosniache hanno individuato e posto sotto sorveglianza diversi clandestini originari dell’Afghanistan, cinque dei quali sono sospettati di avere legami col terrorismo islamico e un sesto col traffico di migranti e la criminalità organizzata. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Fena. Quattro sospetti, di età fra 23 e 34 anni, rappresentano una minaccia alla sicurezza del Paese, mentre per altri due si sta ancora cercando la conferma dell’identità in collaborazione con le agenzie di sicurezza internazionali e i paesi d’origine.

Intanto, la polizia slovena ha intercettato e bloccato nei giorni scorsi una ventina di clandestini che cercavano di entrare illegalmente nel Paese dalla vicina Croazia. Stando ai media locali, gran parte dei migranti – afghani, pachistani, iraniani – era nascosta su camion e tir diretti verso i Paesi Ue dell’Europa occidentale. Gli osservatori notano una crescente intensificazione dei flussi di migranti via terra lungo la direttrice balcanica, anche in considerazione delle miglioriate condizioni meteo e dell’aumento delle temperature.

“Ventimila clandestini in marcia armati di coltelli”, ministro conferma

“Milano, Milano!”.I pachistani lo gridavano in coro, alzando il dito all’islamica seduti sui binari della stazione ferroviaria di Sarajevo, da dove progettavano di partire per l’Italia:

Insomma, è ora di schierare l’esercito ai confini orientali. Invece di tenerli lungo il confine tra Libano e Israele.




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