SeaWatch ruba clandestini ai libici, Salvini: “E’ nave pirata, fermarla”

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L’equipaggio, messo in mare dalla ong tedesca fondata alla fine del 2014 da Harald Höppner, ha sottratto 52 clandestini che li attendeva su un gommone a meno di 47 miglia da Zawiya. Un blitz in violazione degli ordini della Guardia costiera libica, che aveva il coordinamento del recupero e stava intervenendo.

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Le responsabilità di Patronaggio sono enormi. Bizzarro che nessuno indaghi.

“Questa mattina, alle 9.53, l’aereo di ricognizione Colibri aveva avvistato l’imbarcazione, informando le autorità competenti e la nave”, scrive su Twitter la Sea Watch. Che, poi, prova a pararsi il culo per eventuali indagini accusando la Guardia costiera libica che aveva comunicato di aver assunto il coordinamento del caso. “Giunti sulla scena, priva di alcun assetto di soccorso, abbiamo proceduto al salvataggio come il diritto internazionale impone”.

Il diritto internazionale impone di lasciarli alle autorità competenti, quelle libiche. Ma loro sanno di potere contare su Patronaggio, per questo punteranno immediatamente verso Lampedusa. Poi disobbediranno e il loro salvatore imporrà il solito sbarco con la scusa del ‘sequestro probatorio’, che durerà una decina di giorni. Poi altro carico.

Vediamo se il decreto sicurezza bis, che prevede la confisca della nave, cambierà le cose.

Tornando a Patronaggio: come si può dissequestrare una nave sulla quale si sta indagando per traffico di clandestini, senza pensare che il mezzo può reiterare il reato? A meno che non sia proprio quello che si vuole.




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