Africano voleva strage su pista Linate per “intimidire italiani e condizionare Salvini”

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Dalle indagini dei carabinieri di Milano, coordinate dai pm Alberto Nobili e Luca Poniz, durante poco più di due mesi, si è rafforzata l’idea che Ousseynou Sy, l’autista senegalese che il 20 marzo ha tenuto in ostaggio 50 bambini, due insegnanti e una bidella e poi ha dato fuoco al bus, a San Donato Milanese, volesse fare una strage sulla pista di Linate.

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Questo perché l’immigrato aveva “l’intento di condizionare i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri, di intimidire la popolazione”.

E’ terrorismo. E quale differenza, con chi cerca di condizionare i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri prelevandoli in Libia e causando falsi naufragi o diffondendo notizie false come fanno le Ong e Alarm Phone?

Non vuole condizionare i pubblici poteri, chi millanta bambine morte su un barcone, che poi non sono mai esistite? E allora, dove sono le inchieste?

Comunque, il senegalese Sy, qualcosa ha ottenuto: una martellante propaganda pro-ius soli e la cittadinanza ai due ‘eroi’ Ramy e Adam. Che si erano giustamente salvati il culo, ma non si capisce cosa c’entri col dare loro la nostra Cittadinanza.

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