Onda populista spazza via la sinistra dall’Umbria: ZERO sindaci al Pd

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Non solo Ferrara. Non solo l’Emilia. L’onda populista ha travolto un’altra regione rossa: l’Umbria. Lì il Pd ha preso ZERO sindaci. Cancellato il dominio della sinistra nelle roccaforti storicamente rosse ma da troppo tempo colpite dal degrado dell’immigrazione.

a livello economico e prive di nuova visione del futuro.

Pesa, anche, lo scandalo sanità, con il consiglio regionale che ha fatto di tutto non per dimettersi dopo le dimissioni della presidente Marini seguite all’indagine sulla Sanità.

E a dimostrazione di come l’unico modo di scardinare le roccaforti rosse, a Ferrara come altrove, è quello di presentare candidati leghisti duri, è il fatto che abbiano scelto il ‘centrodestra’ più duro, quello a trazione leghista dimostrando che in Umbria si vince solo con candidati pupulisti: gli elettori non passano dalla sinistra ai moderati di centro. Virano al populismo tradito dalla sinistra.

A Marsciano vince l’avvocata Mele, donna affascinante ma dichiaratamente di destra e leghista. Vince a Foligno Zuccarini, una sorta di Ironman in sede a rotelle, uno da zero compromess, un decisionista puro. Ad Orvieto vince un’altra donna, sempre di destra: Roberto Tardani che ha riportato la coalizione al potere nella sua città. A Bastia ha vinto Paola Lungarotti espressione centrista appoggiata da Forza, Popolari e civici, Fratelli d’Italia.

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A Gubbio il grande sconfitto non è il candidato a sindaco del centrodestra Presciuti Cinti che anzi ha conquistato, rispetto al primo turno, al ballottaggio più voti del sindaco uscente e riconfermato Stirati: qui ha perso senza neanche giocare il Partito Democratico che non è stato in grado di allearsi con nessun movimento civico né con il centrosinistra made in Gubbio.
Il centrodestra umbro a trazione leghista comanda tutti i più importanti centri della regione: Perugia, Terni, Orvieto, Marsciano, Umbertide, Spoleto, Bastia Umbra, Foligno, Todi e altri comuni sotto i 15mila abitanti come Norcia, Nocera, Giano dell’Umbria, Tuoro, Cannara, Gualdo Cattaneo, Torgiano, Bettona. Al centrosinistra sono rimasti Città di Castello, Assisi, Castiglione del Lago, Magione e Passignano. La sinistra, dato questo scenario, perderà anche la Provincia di Perugia quando si tornerà a votare per consiglio e presidente (votano sindaci e consiglieri comunali… ora a maggioranza di centrodestra). Ma la battaglia delle battaglie sono le regionali di autunno. La Lega vuole schierare l’ex sindaca di Montefalco, l’attuale senatrice Tesei. Ma siamo solo all’inizio della trattativa.

Imparate la lezione: ci vogliono candidati populisti, non mezze figure moderate. La gente odia i moderati e ama chi chiude i porti.




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