Cassazione grazia clandestino: se è povero non può andarsene in aereo

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E’ l’ennesima sentenza buonista della Cassazione che così grazia un clandestino marocchino, annullando con rinvio la condanna al pagamento di una grossa multa ad un trentenne.

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Non può essere condannato a pagare la multa prevista dalla legge il migrante irregolare che non ha rispettato l’ordine di espulsione e dice di non avere soldi per comprare il biglietto aereo per il proprio Paese: non sta a lui l’onere di provare di non possedere nulla, ma è il giudice che deve motivare se si tratta di un giustificato motivo o meno.

Quindi basta dire di essere poveri, e non vieni multato. Vai poi a provare che un clandestino non è nullatenente.

La legge prevede in caso di inottemperanza del decreto di espulsione da parte del questore una multa fino a 20mila euro, “salvo che non sussista giustificato motivo”. E in questo caso l’imputato, per il quale era stata disposta l’espulsione senza accompagnamento alla frontiera, aveva giustificato la mancata esecuzione dell’ordine con “lo stato di indigenza“, che gli avrebbe impedito di acquistare il biglietto aereo per ritornare volontariamente in Marocco.

La Cassazione aveva già annullato una prima volta la condanna al pagamento di una multa da 15mila euro, da parte del giudice di pace di Avezzano, rinviando a nuovo giudizio. E il giudice ha di nuovo condannato l’imputato perché “non ha fornito alcuna prova comprovante l’esistenza del giustificato motivo che avrebbe impedito di adempiere all’ordine di espulsione”. Una motivazione che è stata bocciata dagli ermellini. “Non è previsto un onere probatorio a carico dell’imputato” ricordano i supremi giudici, ma vi è solo un “onere di allegazione in virtù del quale l’imputato è tenuto a fornire all’ufficio le indicazione e gli elementi necessari all’accertamento di fatti e circostanze ignoti che siano idonei, ove riscontrati, a volgere il giudizio a suo favore”. In questo caso, ha allegato lo stato di indigenza, “sicché illegittimamente l’affermazione di responsabilità è stata sostenuta dal prospettato mancato assolvimento dell’onere della prova da parte del ricorrente”.

Il caso, che va avanti dal 2016, dovrà dunque essere affrontato per la terza volta dal giudice di pace. Perché abbiamo una magistratura che sta sempre dalla parte sbagliata. E’ il momento di riformarla.




5 pensieri su “Cassazione grazia clandestino: se è povero non può andarsene in aereo”

  1. Riformarla come ? Mettendo giudici forcaioli .? Attenti che una riforma in tal senso sarebbe a danno dei cittadini
    italiani che incappebbero per avventura nelle grinfie di questi giudici.

    1. Allora va bene così con i giudici che fanno sbarcare i barboni e rimandano le navi delle ong on Libia. In questo momento il potere giudiziale ha effettuato un vero e proprio colpo di stato. Nessuno vuole giudici forcaioli ma neanche privilegiati strapagati col culo al calduccio che fanno le anime belle

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