Seggio elettorale crocifisso coperto con lo scotch – FOTO

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Signa, nel comune della cintura fiorentina oggi si votava il ballottaggio tra il candidato sindaco del Pd e quello della Lega, Vincenzo De Franco.

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“Quando sono arrivata al seggio – denuncia una rappresentante di lista – la scrutatrice mi ha fatto vedere che indossava un rosario e mi ha detto di averlo messo in segno di protesta perché la presidente aveva tappato con dello scotch il crocifisso sulla porta”.

“Sono andata a chiedere alla presidente il perché di una simile scelta e lei mi ha detto che per legge lo può fare”. In effetti, alcune sentenze giudiziarie vanno in questa direzione. In una sentenza della Corte di Appello di Perugia si legge che “tra ciò che la sala delle elezioni deve avere non è affatto menzionato o considerato il crocefisso” e quindi è opportuno che “la sala destinata alle elezioni sia uno spazio assolutamente neutrale, privo quindi di simboli che possano, in qualsiasi modo, anche indirettamente e/o involontariamente, creare suggestioni o influenzare l’elettore”. Croce compresa.

“Effettivamente – denuncia Filippo La Grassa, segretario locale della Lega- la polizia ci ha detto che forse non è il massimo, ma lo poteva fare. La legge glielo permette. Ma, sinceramente, lascia sbigottiti la volontà grottesca della presidente di Seggio, per di più moglie del candidato sindaco del Pd, di coprire il crocifisso. Questo è un gesto di volgare miopia sì, ma anche gravemente offensivo della sensibilità che la maggior parte dei signesi e degli italiani. È inaccettabile che chi dovrebbe rappresentare il popolo italiano nella sua interezza anteponga a concordati e leggi dello stato i propri personali convincimenti. Un gesto del quale dovrebbe solo vergognarsi”.

La presidente ha spiegato che in passato qualcuno si era lamentato perché non voleva vedere il crocifisso.




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