L’onda populista travolge l’Emilia: Ferrara e Forlì eleggono sindaco Lega dopo 70 anni di sinistra

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Un dato clamoroso. Ferrara, dopo 69 anni di primi cittadini di sinistra, elegge Alan Fabbri, esponente della Lega. Un risultato storico. Che sembra bissarsi anche a Forlì, con la probabile vittoria del candidato leghista Zattini. Pd che riuscirebbe a confermare in Emilia solo Reggio Emilia.

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Al ballottaggio erano praticamente tutti comuni governati dal Pd, e il dato clamoroso era già averli portati al ballottaggio. Pd che in Toscana sembrerebbe conservare per un pelo Pontedera e Prato ma perdere clamorosamente la rossa Piombino. Livorno rimarrebbe a sinistra, tornando dal M5s del grillino rosso Nogarin al Pd.

Lega che strappa al Pd anche Vercelli. Pd vincente di un pelo a Rovigo, l’unico neo in quello che è un altro trionfo di Salvini.

Sembra che l’onda populista abbia la cresta lunga. Molto lunga. Che non cala nemmeno con l’astensione estiva tipica dei ballottaggi. E dimostra come sia importante, per scardinare le cosiddette ‘roccaforti rosse’, candidare esponenti leghisti duri e non grigi burocrati della cosiddetta ‘società civile’.

Primi commenti:

In sintesi: Lega che guadagna rispetto alle Europee, se consideriamo il tipo di voto, le città al voto e l’astensione che premia di solito il Pd. Se al ballottaggio faticano a mantenere città una volta ritenute ‘rosse’, dove vincevano con il 70 per cento, e ne perdono altre come Ferrara, Forlì e Piombino, significa che hanno chiuso. O sono vicini a farlo.

Il terrorismo mediatico non ha funzionato:

La gente ama le pistole. Non ama i pistola.




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