Filosofa anti-Salvini: “Non ha senso dirsi italiani”

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Donatella Di Cesare, ordinaria di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma e cosiddetta “filosofa della cittadinanza aperta e del superamento dello Stato-nazione” spara cazzate senza tregua: “Gli italiani sono dei sonnambuli che marciano incantati dalla musica dolce del pifferaio magico, che li sta portando dentro un universo fatato, dove anche gli enigmi più complessi del mondo contemporaneo sembrano avere una soluzione istantanea”.

Già, una che si definisce “filosofa della cittadinanza aperta e del superamento dello Stato-nazione” andrebbe internata in un motel per camionisti, doverla commentare è sforzo sovrumano.

“Peccato – continua – che, quando si sveglieranno, scopriranno che non è così”. “Per fortuna – ha proseguito – gli italiani che votano Salvini sono poco più del trenta per cento”. Quasi il 35 per cento, ad essere precisi. E molto oltre il 40 per cento insieme agli altri partiti sovranisti.

“La maggior parte di essi nemmeno si rende conto delle estreme conseguenze a cui conduce l’idea salviniana del primato degli italiani. In Italia, c’è un alto livello di analfabetismo di ritorno. Sempre più persone non leggono i giornali, hanno informazioni lacunose – spiega al giornalista – ovvio che l’assenza di strumenti culturali porti a reazioni viscerali”.

Generalmente la poca lettura dei giornali sarebbe un difetto, in realtà, nel mondo moderno, è diventata un pregio: eviti di farti condizionare. Ed è questo che non sopportano.

Ma poi, la cosiddetta filosofa dilaga in un crescendo di idiozie:

Quello di Matteo Salvini, accusa la professoressa, è “razzismo del suolo”. Non ha senso, nell’epoca in cui “l’esilio” è diventata una “condizione esistenziale”, neppure definirsi italiani. “L’Italia è tutto fuorché un’identità monolitica”, spiega Di Cesare. Per questo “il salvinismo è profondamente anti italiano” e, in questo senso, “nega la nostra storia”.

L’obiettivo, quindi, è quello di “de-salvinizzare” il nostro Paese, che secondo la docente di Filosofia teoretica è stato consegnato al leader della Lega dal Movimento 5 Stelle. Il governo sarebbe espressione di “un’ultra-destra, che si è innestata nel discorso pubblico nazionale con slogan identitari, propaganda anti-migranti”. Si tratta, sottolinea la studiosa, di “una risposta reazionaria e, addirittura, anti-storica ai grandi interrogativi del nostro tempo, dalla globalizzazione allo smarrimento esistenziale”.

La soluzione sta nel superamento dell’idea di confine e nazione: “Anche Socrate era un estraneo nella sua città, Atene”. “La sua estraneità, però – è il ragionamento della Di Cesare – era ciò che gli consentiva di vedere al di là della città, ciò che c’era oltre”.

Lei avrà anche letto, ma deve avere capito molto poco. E questa la peggiore condizione: molto meglio un ignorante totale che un mezzo sapiente. Almeno l’ignorante ha ancora conservato la purezza dell’istinto, il mezzo sapiente l’ha persa annegata in una sequela di informazioni che non ha compreso.

Le popolazioni che vivono in Italia sono essenzialmente le stesse da migliaia di anni: lo dicono gli studi genetici. Se non ha senso dirsi italiani, allora nulla ha senso.




7 pensieri su “Filosofa anti-Salvini: “Non ha senso dirsi italiani””

  1. Inutile sperare che questa capisca, ma i problemi che pure abbiamo e non sono affatto di facile soluzione, non possiamo risolverli se non appellandoci alla consapevolezza di un destino comune, al senso di appartenenza che ci unisce, pur nel rispetto delle differenze regionali. Ma di certo è proprio quello che questa gente vuole impedire, sia mai che si risolva qualcosa, vogliono una mandria di alienati da condurre, una massa di insoddisfatti da illudere e sobillare con le loro stucchevoli chimere. E intanto i nuovi arrivati trovano nella forza del numero la spavalderia dei conquistatori. (p.s. e dire che mi sono laureato alla Peroni…)

  2. L’Italia è un coacervo di popoli diversi,fino agli anni 50/60 si parlavano correntemente lingue diverse ,solo la scuola e la televisione ha potuto fare il miracolo di una lingua comune pur in presenza di linguaggi regionali ancora esistenti.
    Ma la lingua comune non identifica un popolo perché allora tutti quelli nel mondo che parlano inglese o spagnolo sarebbero lo stesso popolo.
    Ma allora cosa significa essere italiani ?
    Secondo me essere italiani dovrebbe significare una sola : tifare per la nazionale di calcio.

  3. Presumo che la pregiata signora prenda lo stipendio dal ministero della pubblica istruzione della repubblica italiana.L’Italia non esiste ergo il suo stipendio non deve esistere,Si faccia assumere dalla repubblica di cittadinanza aperta,se la trova.

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