Decreto Salvini smantella business accoglienza: è boom licenziamenti

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Lo conferma anche la Cgil, secondo cui negli otto mesi successivi al decreto Salvini, le varie Coop-Onlus che lucravano nel business dell’accoglienza hanno tagliato 5mila posti di lavoro. Un numero destinato a crescere fino a 15mila licenziati entro la fine del 2019. Era diventato un mostro: decine di migliaia di servi – in molti casi essi stessi immigrati – per sollazzare i finti profughi nigeriani, pakistani e bengalesi.

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“Al momento siamo arrivati a contare circa 5000 procedure di esubero, alle quali stiamo rispondendo con gli strumenti a disposizione – accordi di solidarietà, fondo di integrazione salariale – ma il nostro interesse è poter ripristinare gli ammortizzatori sociali ordinari per far fronte alla drammaticità della situazione che così rischiamo di non riuscire a gestire”, dice al quotidiano online Stefano Sabato, responsabile delle Cooperative sociali della Fp Cgil nazionale.

“Se da qui a 12 mesi non si riforma o modifica il decreto Sicurezza dovremo comunque avviare procedure di licenziamento in massa”, dice Sabato, “E oltre a una massa di migranti irregolari che soggiornano sul nostro territorio, se non si interviene a cambiare la legge, tra un anno potremmo ritrovarci con migliaia di persone senza più lavoro. Di certo si sta demolendo un sistema di accoglienza che, tra luci e ombre, affrontava comunque la questione dell’accoglienza puntando alla buona integrazione, che è anche garanzia di sicurezza del Paese”.

Se non si cambia il decreto Sicurezza? Questi vorrebbero che importassimo ‘negri’ per dare lavoro alle coop. Secondo i giornali ci sono hotel che cercano bagnini e non li trovano: presentatevi.




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