Italia sotto attacco: riportare i barconi in Africa

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Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno gli sbarchi sono calati di quasi il 90%.

Nella prima settimana di giugno sono già arrivati oltre 300 clandestini, che si vanno ad aggiungere ai più di 700 di maggio: in 40 giorni sono dunque sbarcati oltre 1.100 clandestini più della metà di tutti quelli arrivati dall’inizio dell’anno. Ma con un calo dell’80 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando Salvini si era appena insediato.

Al di là dei velieri che approdano in Puglia e Calabria guidati da scafisti dell’Est e carichi di islamici, evento residuale e di difficile soluzione immediata, ma comunque limitato nei numeri, a preoccupare è la decisione di traghettare in Italia i clandestini recuperati dalla nave privata Asso Venticinque.

Il recupero, hanno fatto sapere dal Viminale, è stato gestito in collaborazione tra l’Italia e Malta “in piena sintonia”. Una novità assoluta visti gli attriti degli ultimi mesi. La Valletta, che aveva già soccorso centinaia di clandestini, cosa che prima non faceva, ha chiesto un supporto e da Roma, per non mettere in discussione l’accordo che ci avvantaggia, è arrivato il via libera a dirottare Asso25, la nave al momento più vicina. “Questa operazione – dicono dal ministero – conferma la doverosa attenzione per la tutela della vita, la proficua collaborazione con Malta e l’assenza di pregiudizi nei confronti di navi private che accettano il coordinamento degli Stati”.

E’ comprensibile avere assistito Malta prendendosi 63 clandestini, dopo che Malta se ne era presi 400 in 24 ore. Prima li lasciava passare verso l’Italia. Quindi sarebbe stupido mettere tutto in discussione per 63 invasori.

L’errore è stato ed è portarli in Italia: siamo un cazzo di paese sovrano, dobbiamo sbattercene della Ue e riportare i clandestini in Libia senza dovere appaltare ipocritamente il tutto alla Guardia costiera libica. Trattati internazionali ce lo impediscono? Si esca da questi trattati.

Ecco cosa dice il Generale Santo:

Generale a Salvini: “Blocco navale e incursioni dei reparti speciali per fermare barconi”

Intanto si apprende un’altra inquietante decisione:

Matteo Salvini ringrazia la Cei con la quale ha firmato un protocollo domenica scorsa in occasione dello sbarco di un centinaio di migranti soccorsi dalla Marina Militare. “I pochi che riescono ancora ad arrivare – dice – saranno a carico della Cei, accolti a spese del Vaticano e dei vescovi italiani, che ringrazio. Così ognuno fa la sua parte”. L’intesa, in realtà, si attiva di volta in volta e prevede che, in caso di necessità, la Cei si farà carico di reperire strutture presso le Caritas locali o altre associazioni, cui spetteranno poi i singoli accordi con le prefetture.

Come se le strutture della CEI fossero in Vaticano: sono nelle nostre città. Portano degrado. Vanno chiuse. La Caritas è un entità che un governo serio metterebbe fuorilegge. Per non parlare di Sant’Egidio e la folle politica dei ‘corridoi umanitari’: questi lavorano per la nostra destrutturazione sociale ed etnica.

Non si tratta col nemico.




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