La bizzarra storia di un pakistano che esige asilo in Italia

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La demenziale testimonianza di un “cuoco” pakistano: “A casa ho sventato un omicidio, ora i killer mi vogliono morto e cercano mia moglie e i miei figli. L’istanza? Rinviata a dicembre 2021”.

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Da oltre cinque anni se la spassa a casa nostra da finto profugo, fuggito dal Pakistan, dice lui, per una bizzarra storia di minacce.

Pakistan, dove, ovviamente, ha lasciato la moglie e i due figli di 9 e 11 anni. Che, dice, in un crescendo ridicolo, rischiano la vita: quindi lui è venuto qui e le ha lasciate lì dove rischiano la vita. Quante cazzate raccontano.

Eppure, Muhammad, 40 anni, pakistano, che a Rovigo fa il cuoco per meno di mille euro al mese in un noto ristorante etnico del centro città, esige di ottenere lo status di rifugiato politico, che gli permetterebbe anche di ricongiungersi ai suoi familiari, facendoli arrivare in Italia.

Questo è un clandestino, e si inventa una bizzarra storia per diventare ‘profugo’. Invece di espellerlo immediatamente, fa ricorso e rimane qui anni. Ora troverà una toga buonista che, come il suo connazionale gay, gli darà un bel permessino. Tanto poi, se stupra due bambine, non è mica un problema delle toghe rosse.




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