Esperto dà ragione a Salvini: immigrati portano malattie

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Riguardo le parole del Ministro Salvini sugli immigrati portatori di Tubercolosi e altre malattie infettive, il Prof. Massimo Galli, Presidente SIMIT- Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, si schiera col ministro.

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“Non possiamo negare, sarebbe un dato non scientifico, in molti paesi da cui provengono gli immigrati la diffusione dell’infezione latente da Tubercolosi è, a parità di età, maggiore rispetto a quella dei cittadini italiani, è quindi verosimile che molte persone arrivino con una infezione latente che per le condizioni del viaggio o per aver cambiato clima e situazione abitativa, non certo in senso migliorativo, possano favorire una riattivazione della malattia. Questo lo sappiamo ed è un elemento che merita un’attenzione di tipo clinico nei confronti dei migranti. Altrettanto però il fatto di venire in condizioni non favorevoli con lunghi periodi di deprivazione, magari in qualche hotel della Libia con quelle caratteristiche che tutti conosciamo, può portare queste persone a contrarre la malattia nel paese in cui arrivano. Questo dato non riguarda solo la TBC ma anche altre patologie come l’Hiv. Abbiamo prove di persone immigrate che presentano ceppi del virus chiaramente italiani, che circolano in Italia e non nel loro paese di origine; è una ‘valvola a due vie’”.

Quindi, come risaputo, arrivano infetti e poi le condizioni di vita attivano il batterio. Questo per la Tubercolosi. Poi c’è l’Aids, che in Africa è endemica.

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