Piombino sta per eleggere un sindaco populista

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La città post-industriale abbandona la sinistra radical chic.

Francesco Ferrari, un avvocato quarantaduenne, consigliere comunale uscente di Fratelli d’Italia, ha ottenuto al primo turno il 48,02 per cento dei voti, si è fermato cioè a poco più di trecento voti dalla meta. “Uno di Fratelli d’Italia, capisci?” si guardano straniti a sinistra. Eppure è successo, fra quindici giorni Ferrari andrà al ballottaggio da favorito rispetto all’altra candidata sindaca, Anna Tempestini, 63 anni, dipendente dell’Inps, un passato da assessore fra il 2004 e il 2014 (giunta Anselmi), poi allontanatasi dal Pd renziano, l’impegno nel volontariato e infine la telefonata: “Mi hanno chiamato tardi, ma con una destra così dall’altra parte, ho pensato che fosse importante provarci”. Lei andrà al ballottaggio con un centrosinistra che si è fermato al 28,8%. “Non sarà una battaglia facile” ammette Tempestini.

E’ forse uno dei risultati più clamorosi delle elezioni comunali, passato un po’ sotto silenzio.

Alle precedenti elezioni la ‘destra’ unita prese a malapena il 10 per cento in uno dei comuni più ‘comunisti’ d’Italia. Ma ormai gli operai sono diventati, come giusto che sia, tutti populisti.

La mutazione della sinistra da presunto difensore della classe operaia ad organizzatore di gay pride è compiuta. I risultati sono evidenti.

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