Imam minaccia Salvini: per lui ci sarà un castigo terribile

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Non è normale che un imam possa permettersi di citare un versetto del Corano minaccioso a commento di una dichiarazione del ministro dell’Interno italiano: a casa

Inviti a votare Pd e insulti al ministro dell’Interno, così si attivano gli imam sui canali social pubblici, figuriamoci quelli privati e all’interno delle moschee abusive.

E’ il caso di Mustapha Toumi, imam e vicepresidente della Comunità islamica di Ravenna, che collabora con l’Arcidiocesi ravennate da anni organizzato marcette e preghiere ‘multireligiose’.

“Chi è più ingiusto di chi impedisce che nelle moschee di Allah si menzioni il suo nome e che, anzi, cerca di distruggerle? Per loro ci sarà ignominia in questa vita e un castigo terribile nell’altra (Corano, sura Giovenca v114)”, minaccia usando un versetto del Corano, commentando un vecchio video di Salvini:

C’è poi il post di Abdallah Kabakebbjji che condivide un post che celebra l’elezione in Europa di Majorino e Pisapia, post già condiviso dalla moglie, la consigliera comunale Sumaya Abdel Qader che nei giorni scorsi aveva richiamato lo ius soli per permettere ai figli degli immigrati di andare a votare e aveva anche tirato in ballo gli italiani all’estero che votano Pd perchè, a suo dire, non ricettivi alla propaganda e alle fake news.

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In un altro post Kabakebbjji discute con un suo contatto Facebook sul fatto che “il voto non conta più” e afferma: “…ti capisco, sicuramente il voto da solo non basta, bisogna attivarsi di più, di spazi ci sono”. Kabakebbjji a suo tempo propose il “ctrl+alt+canc” per Israele, definito “un errore storico, politico, una truffa”. Tempo dopo, riferendosi al presidente egiziano Abdelfattah al-Sisi, aveva scritto:“Tranquilli, per ogni Faraone arriva un Mosè, al-Sisi stai sereno, è solo questione di tempo”.

Attiva a favore del Pd anche Souheir Katkhouda, suocera di Sumaya e presidente dell’Associazione Donne Musulmane in Italia che il 24 maggio esponeva l’invito a votare Majorino, Toia e Pisapia, ma del resto fu proprio il Pd a candidare la nuora al consiglio comunale milanese.

C’è poi l’autoproclamatosi “imam di Segrate” che invita a votare Pd anche se propone cose come i matrimoni gay come tattica:

L’imam, nei commenti, invita un follower a votare i partiti che dicono sì allo ius soli, anche se non rispecchiano la visione islamica: “Dovremmo votare alle prossime elezioni per i partiti che hanno detto sì allo ius soli, anche se nei loro programmi ci sono voci non in linea con la nostra visione del mondo, in base al principio della maslaha della comunità”.

Insomma, un voto in attesa di essere la maggioranza e votarsi poi un partito islamico. Li usano come utili idioti.




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