Stuprata a 15 anni da 100 islamici, la polizia inglese arresta lei

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Ancora rivelazioni tragiche sugli stupri etnici in Inghilterra, che hanno visto migliaia di stupratori islamici violentare centinaia di bambine inglesi. Con la complicità della politica e della polizia, timorose di ‘turbare’ le comunità musulmane.

Una di queste vittime, Cassie, per cinque anni nelle mani di una gang musulmana che la vendeva per stupri di gruppo a correligionari per lo più pakistani, portandola in una sorta di “tour” sessuale in tutto il paese, è stata arrestata quando ha denunciato di essere vittima della gang.

Nonostante la sua esperienza traumatica, i poliziotti di Halifax, nel West Yorkshire, hanno infatti, per anni, chiuso un occhio sul suo sfruttamento.

Quando Cassie è stata imbottita di droga dai suoi ‘padroni’ per rendere più facile violentarla, la polizia non le ha creduto: le ha invece dato un “avvertimento per il possesso dei narcotici”.

È stata anche arrestata per aver facilitato un reato sessuale minorile dopo essere stata trovata nella macchina di uno stupratore con un’altra ragazza minorenne. Non hanno creduto a lei, ma al suo stupratore.

Ora, 23 anni, Cassie dice: “Sono stata arrestata circa cinque volte in totale, ma non è mai successo niente agli uomini che mi stavano abusando. Avevo solo 15 anni ed erano in completo controllo della mia vita. Come potevano pensare che fossi io la criminale?”.

Questa è la multietnica Inghilterra. Dove se stupri giri libero, e se denunci gli stupratori, finisci in carcere come Tommy Robinson.

“Non c’è da stupirsi che pensavo fosse colpa mia. Ero così ferita e così confusa – specialmente quando mi hanno suggerito che fosse colpa mia se un’altra ragazza era stata maltrattata”.

Drogata e stuprata per anni. E abbandonata da chi avrebbe dovuto proteggerla.




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