Sovranisti asfaltano bergogliani a elezioni studentesche dell’università Cattolica

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La sede di Milano dell’Università Cattolica era sempre stata finora una roccaforte ciellina apparentemente inespugnabile, in cui “Ateneo Studenti”, lista di riferimento di CL aveva sempre preso in media 2600 voti in ogni elezione. Questo numero da sempre costante è invece sorprendentemente crollato nell’ultima tornata elettorale in cui si è addirittura abbassato di 1200 voti. Il calo del 26% dell’elettorato ciellino ha permesso a UNILAB, che già da tempo gode di maggioranze bulgare nelle sedi di Roma e Piacenza, di imporsi in generale per 2393 voti contro 2392.Una beffa.

“Siamo un movimento senza padroni e affiliazioni politiche o sindacali. Tendenzialmente sovranisti, siamo nati in occasione delle elezioni accademiche del 2013 in cui avevano raggiunto un altro risultato storico riuscendo scalzare per la prima volta i ciellini da uno dei tre seggi in palio, confermandosi nel 2015 e nel 2017. Le elezioni di quest’anno e il sorpasso su CL rappresentano per noi la consacrazione definitiva come ammesso dal nostro presidente del movimento, nonché neoeletto al CdA, Riccardo Perdichizzi .

Ci era già capitato di ottenere la maggioranza in alcune facoltà, e già questo aveva fatto notizia, quella di oggi invece è una svolta epocale nella storia dell’Università Cattolica, il coronamento di anni di lotte e sacrifici. La vittoria per un voto rende ancora più significativo questo trionfo perché lo rende di tutti allo stesso modo. Ognuno dei tanti che ci hanno sostenuto è stato egualmente fondamentale per la vittoria finale. La storia non poteva dare risposta più bella a quelli del non cambierà mai niente, a chi si sente scoraggiato dalla politica e smette di andare a votare, è la dimostrazione definitiva che ogni voto conta”.+

La crisi di Cl, da tempo silente e appiattita sulle direttive imposte da papa Bergoglio a tutto il movimento orfano di don Giussani, risente della lotta clandestina che molti ciellini dissidenti stanno portando avanti ella chiesa: in CL ora cova la rivolta, dal vescovo emerito di Ferrara, Monsignor Negri, a Renato Farina, editorialista dio Libero, ad Antonio Socci che accusa apertamente Bergoglio di eresia.

Intervista di Claudio Bernieri a Eugenio Runco, fondatore del gruppo Unilab, il movimento studentesco che ha sconfitto Comunione e Liberazione in Cattolica.

“Sento voci in università: sì, confermano che dentro CL vi sono tensioni e forse tentativi di scissioni, è nata una contestazione verso il professor Julian Carron, professore di Teologia, che guida Cl dopo la morte di Don Giussani. Ma come in tutti i movimenti ecclesiali, i panni sporchi si lavano in famiglia: non emerge gran che . E’ un fatto che Monsignor Negri non si fa più vedere in Cattolica da tre anni,”

Quando è nato il vostro movimento studentesco?
“Nel 2013. Io vivevo nello stesso collegio dove alloggiava nel 68 Mario Capanna. Ogni tanto veniva a trovare i vecchi colleghi. Qui in Cattolica nacque il 68 e Lotta Continua. Ma non parlai di politica attuale con Capanna. …”

Poi però dopo questo incontro lei fondò l’Unilab… Cosa significa?
“Laboratorio unitario, senza padroni, senza partiti di riferimento. Diciamo che siamo politici in senso che facciamo politica universitaria, ma non affrontiamo i grandi temi , e non siamo affiliati ai partiti come è sempre stato con i movimenti studenteschi del passato e di oggi”

E avete battuto Cl…nel suo feudo storico.
“Abbiamo visto il crollo verticale di Cl, da 4000 voti a 2392. E’ un fatto storico: già nel 2013 guadagnammo un seggio. Era sempre stato 3 a 0 per CL. Ora i ciellini non sono andati a votare: e questo un segno di malessere“

Come lo spiega?
“E’ la partecipazione dal basso che è mancata ai ciellini, la struttura non ha più funzionato. Da tre anni sta scemando”




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