Regione leghista finanzia rimpatri e assunzioni solo per italiani: i Soros si oppongono

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Un doppio colpo all’immigrazione. Il Friuli-Venezia Giulia, come scritto nel disegno di legge approvato il 9 maggio dalla giunta guidata dal leghista Fedriga, finanzia i rimpatri forzati e offre incentivi solo a chi assume lavoratori che risiedono in Regione da almeno cinque anni.

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Questo perché ‘grazie’ alla nostra appartenenza alla Ue non è possibile scrivere: ‘solo ad italiani’. E allora bisogna ingegnarsi. Prima di uscirne, che sarebbe la cosa migliore.

La Regione intende sostenere economicamente gli interventi per il rimpatrio degli immigrati colpiti da provvedimenti di espulsione per facilitarne il ritorno a casa ed evitare nuovi lutti.

Una misura, contestata dai finanziati da Soros della famigerata Asgi. Walter Citti dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, infatti si lamenta e asserisce che violerebbe in maniera evidente l’articolo 117 della Costituzione, quello che riguarda le competenze di Stato e Regioni: “La condizione giuridica dello straniero, e quindi tutto ciò che riguarda l’ingresso, il soggiorno, l’allontanamento e l’espulsione, sono materia di competenza esclusiva dello Stato. Le regioni hanno competenze solo per gli aspetti delle politiche sociali e dell’integrazione”.

Una critica rispedita al mittente dall’assessore regionale alla Sicurezza e all’Immigrazione in quota Lega, Pierpaolo Roberti: “Mi sembra una fesseria. È ovvio che la competenza rimane dello Stato. Noi non facciamo i rimpatri, ma siamo disponibili a fare la nostra parte affinché queste persone lascino il nostro territorio”.

Ovvio.

La giunta leghista vuole finanziare questi rimpatri con parte dei 350mila euro precedentemente stanziati per i ritorni volontari che prevedono un reinserimento sociale nel Paese di destinazione e derivano dalla legge regionale del 2015 approvata dalla precedente giunta di centrosinistra. Era una chiara marchetta.

Roberti rivendica la scelta: “Lo diciamo con forza, è la nostra politica. Il Pd usava i fondi regionali per i corsi di danza e calcio ai richiedenti asilo, noi preferiamo metterli per rimpatriarli in modo forzato, se ce ne fosse bisogno”.

Ci sono poi gli incentivi occupazionali regionali rivolti esclusivamente alle assunzioni di lavoratori con almeno cinque anni di residenza nel territorio regionale. E’ ovvio che una Regione voglia privilegiare chi è stabile sul posto.

“Sarebbe una discriminazione indiretta a danno dei lavoratori stranieri. L’incentivo, come ricordato dalla Corte di giustizia europea nel 2012 per una controversia di questo tipo, si riflette sulle possibilità di accesso al lavoro e, dunque, deve necessariamente rispondere ai criteri di parità di trattamento e non discriminazione previsti dalle norme dell’Unione europea”, si lamenta sempre il sorosiano Citti.

Domanda: perché si permette ad associazioni finanziate da Soros di essere attive sul nostro territorio, lavorando per la destrutturazione etnica e sociale della nazione?




2 pensieri su “Regione leghista finanzia rimpatri e assunzioni solo per italiani: i Soros si oppongono”

  1. Walter Citti nella precedente giunta aveva un ruolo istituzionale, sarebbe opportuno che una legge seria sul conflitto di interessi comprenda misure onde evitare situazioni simili.

  2. sarebbe opportuna l’introduzione di una legge che dia il potere ai pubblici ministeri di dichiarare organizzazioni straniere e internazionali indesiderate e di chiudere le eventuali filiali Italiane, qualora tali organizzazioni indesiderate rappresentino una minaccia per l’ordine costituzionale, per la difesa o per la sicurezza nazionale!

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