Maggio, per la prima volta rimpatri doppiano sbarchi

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Nonostante l’effetto Di Maio che con le sue parole sui porti aperti ha solleticato gli scafisti: “Gli sbarchi sono diminuiti dell’86.83% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Sono dati ufficiali del Viminale.

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Questo a smentire chi parla, a sproposito, di “aumento del fenomeno migratorio in questo mese di maggio, alla luce delle ultime tensioni con le Organizzazioni non governative e degli ultimi sbarchi tra Lampedusa e l’agrigentino”. Ci sono fattori straordinari (come il blocco forzato da 2 ong e il traghettamento targato Trenta) che hanno generato un lieve aumento rispetto ad aprile, ma è con il maggio dello scorso anno che si devono fare i conti.

Il dato fornito dal dicastero aggiornato al 24 maggio 2019, parla di complessive 1.425 clandestini approdati in Italia a fronte dei 10.817 sbarcati dal 1 gennaio al 24 maggio 2018. Un calo di quasi l’87%. Certo, minore del 90% del mese scorso, ma comunque straordinario.

“In questo anno – informano i dati del ministero dell’interno – Per la prima volta si contano più persone rimpatriate che arrivate”.

Se il numero di chi sbarca infatti si ferma a 1.425, nel 2019 ad essere rimpatriati sono complessivamente 2.530 soggetti: tra questi 2.408 lasciano l’Italia forzatamente, 122 invece raggiungono i propri Paesi d’origine su base volontaria.

Ma sia chiaro: se la Lega non supera il 30 per cento, gli altri riapriranno i porti. Non lamentatevi, poi.




3 pensieri su “Maggio, per la prima volta rimpatri doppiano sbarchi”

  1. devo far notare che i clandestini conteggiati non tengono conto di quelli che penetrano ogni giorno dal confine orientale. Stando a Trieste si vedono giornalmente facce nuove che si aggirano per la città in quanto i confini sono aperti e di solito sono scevri da qualsiasi controllo in entrata, per non dire poi di tutte le strade del Carso che dalla Slovenia arrivano nel nostro paese, naturalmente incustodite. Basta andare per il Carso e si trovano lungo i sentieri vestiti, scarpe ed altri indumenti lasciati per terra dai nuovi “arrivi”. E’ una vera indecenza!

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