Volevo solo pestarlo, non ucciderlo: il rom tamarro confessa

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“L’ho picchiato, poi l’ho visto morto, non credevo che l’avrei ucciso”. Così, in sostanza, stamani nell’interrogatorio davanti al pm Giovanna Cavalleri, Aljica Hrustic, il 25enne zingaro islamico (che accoppiata) nato a Firenze con cittadinanza croata arrestato ieri per l’omicidio di suo figlio Mehmed di 2 anni e 5 mesi, ha ammesso di avere preso a botte il piccolo, dopo aver confessato anche ieri davanti agli investigatori. L’uomo, che nelle prossime ore sarà interrogato anche dal gip a San Vittore per la convalida del fermo e la misura cautelare, è apparso lucido.

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Il suo profilo Facebook è zeppo di sue foto in posa tamarra, con camicie sgargianti, abbigliamento curato, con una pistola in mano, davanti a bustine di droghe varie ma anche con il Corano. E con i suoi bambini, tante foto: ma uno di loro, il più piccolo, l’ha ucciso a botte, durante la notte. Aliza Hrustic all’alba ha chiamato i soccorsi dicendo che il bambino stava male, nella casa che aveva occupato con la moglie incinta e gli altri 5 figli, e poi è scappato.

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