Scafista, clandestino e delinquente: libero di rapinare donne a Milano

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Uno straniero che non si farebbe scrupoli a uccidere. Ma era libero, a Milano. I poliziotti lo hanno arrestato per rapina aggravata martedì mattina nella zona della stazione Centrale. «Dammi la borsa, altrimenti ti ammazzo», ha urlato a una donna armato di una bottiglia di vetro.

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Così si è scoperto che Ousman Dampha, 26 anni, gambiano, aveva un decreto di espulsione emesso dal prefetto di Catania il 24 novembre, punto d’arrivo di un’escalation di reati cominciata il 23 ottobre 2016 con il suo arrivo in Italia, quando fu arrestato con l’accusa di essere uno scafista. Un brutale scafista.

Dampha era alla guida di un gommone con 190 clandestini tra cui tre donne, morte per asfissia a causa del sovraffollamento. Il 23 agosto del 2017 era stato indagato per furto in abitazione dalla polizia di Caltagirone. Il 28 febbraio 2018, i carabinieri di Catania lo avevano invece arrestato per spaccio di droga.

Altre due denunce sono arrivate dalla polizia di Caltagirone per evasione dai domiciliari dal centro Cara di Mineo (Catania) il 26 giugno e poi il 15 luglio 2018. Ai domiciliari in un centro di accoglienza.

Il decreto di espulsione è stato emesso il 24 novembre, dopo l’uscita dal carcere di Caltagirone. Fino allo scorso 21 dicembre Dampha risultava al Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, Potenza. Non sono stati in grado di espellerlo. Perché non abbiamo un piano militare per farlo, così lui si è volatilizzato.

Fino all’ultimo arresto per rapina aggravata. «Dammi la borsa, altrimenti ti ammazzo».

Dobbiamo caricarli su aerei verso campi di contenimento in Africa.




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