SeaWatch, comandante confessa: “Potevamo portarli solo in Italia” – VIDEO

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Nelle parole del suo avvocato una chiara confessione: nonostante la Tunisia fosse ad un colpo di remo, “l’Italia era l’unica possibilità”. Questa è una evidente ammissione: vogliono imporre all’Italia l’immigrazione clandestina.

Ieri sera oltre sette ore di interrogatorio per il comandante della “Sea Watch 3”, l’imbaracazione della Ong tedesca, attualmente sequestrata e ferma al porto di Licata e i suoi legali difensori. Arturo Centore, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha risposto alle domande dell’aggiunto Salvatore Vella assumendosi la responsabilità sulla scelta di fare rotta verso l’isola di Lampedusa.

“Non c’era altra scelta che portarli nel porto di Lampedusa – ha millantato ieri sera l’avvocato Alessandro Gamberini, qualsiasi altra scelta – ha aggiunto il legale – sarebbe stata impraticabile”.

Hanno passato due giorni davanti alla Tunisia, dopo avere caricato clandestini in Libia. Cosa c’entra l’Italia?

Certo. Solo in Italia potevano (volevano) sbarcarli. Questa è eversione, perché abbiamo una entità straniera, l’Ong tedesca Sea Watch, che vuole imporre ad uno Stato sovrano le proprie politiche sull’immigrazione.

Vanno indagati per terrorismo, non per immigrazione clandestina. Perché nella loro azione c’è il tentativo di sovvertire l’ordine democratico in Italia, imponendo politiche contrarie a quelle votate dal Parlamento.

Per il Comandante, invece, visto che è italiano, sarebbe il caso di una condanna per tradimento.




2 pensieri su “SeaWatch, comandante confessa: “Potevamo portarli solo in Italia” – VIDEO”

Lascia un commento